Stati Uniti: 800 miliardi di debito pubblico in più rispetto alle stime

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 18:35 in USA e Canada

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Il debito pubblico degli Stati Uniti aumenterà di circa 800 miliardi di dollari in più di quanto inizialmente previsto per i prossimi 10 anni. Ciò, rende noto il Washington Post, dipende in primo luogo dai 2 pacchetti di leggi approvati da Trump nel corso dell’anno corrente, i quali hanno trascinato il Paese in un debito mai visto a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale.  

L’analisi economica, effettuata dall’Ufficio di Bilancio del Congresso, martedì 20 agosto, rivela che gli Stati Uniti avrebbero, secondo le prime previsioni, raggiunto nel 2020 una cifra pari a circa 1.000 miliardi di dollari di debito pubblico, “un numero insolitamente alto dato che l’indebitamento si contrae nei periodi di crescita economica sostenuta”, spiega il Washington Post.  

Tali previsioni, tuttavia, sono state aggiornate dall’Ufficio di Bilancio, il quale ha reso noto di dover ora considerare ulteriori 1.900 miliardi, causati da 2 provvedimenti dell’amministrazione Trump. La prima misura è una legge di bilancio approvata dai Democratici e dal presidente Trump che ha di fatto abolito i tagli alla spesa. Tale provvedimento, secondo le stime dell’Ufficio del Bilancio, incrementerà il debito previsto per i prossimi 10 anni di 1.700 miliardi di dollari. Altri 255 miliardi, invece derivano dalla spesa dovuta all’intervento al confine con il Messico. 

Questi aumenti nelle voci di bilancio, però, spiega il Washington Post, saranno compensati da alcuni tagli al tasso di interesse, che di fatto impatteranno sui 1.900 miliardi previsti, portando la cifra a poco più di 800 miliardi di dollari i quali sono in ogni caso da sommare ai 1.000 miliardi inizialmente previsti. 

Per tale ragione, l’Ufficio del Congresso spiega che, alla luce delle nuove stime, “si prevede che il debito pubblico sarà maggiore di quanto inizialmente previsto” e, per tale ragione, “per far tornare il deficit a un tasso di crescita accettabile, i legislatori dovranno cambiare radicalmente le loro politiche fiscali e di spesa pubblica”. 

L’analisi dell’Ufficio di Bilancio non rassicura coloro che si dicono preoccupati dal fatto che gli Stati Uniti possano non avere spazio di manovra fiscale sufficiente per stimolare l’economia al fine di scongiurare una recessione, sebbene alcuni economisti sostengano che tali timori siano eccessivi.  

Ad incrementare ulteriormente i timori di alcuni cittadini americani, i dati aggiuntivi presentati dall’Ufficio di Bilancio, secondo cui gli alti dazi doganali “causeranno una riduzione dello 0.3% del PIL degli Stati Uniti nel 2020”. In tale contesto, ha spiegato l’Ufficio del Congresso, “entro la fine del prossimo decennio il debito pubblico degli Stati Uniti sarà approssimativamente equivalente al suo PIL”.  

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, la crescita del debito pubblico dipende largamente dalla diminuzione delle entrate fiscali, dovute in gran parte dalla legge sulle imposte del 2017 proposta dai Repubblicani e firmata da Trump che ha ridotto le tasse per le aziende e per i privati. Secondo le stime effettuate nel 2016 dall’Ufficio del Bilancio, nel 2018 le entrate fiscali avrebbero rappresentato circa il 18% dell’intero PIL degli Stati Uniti, un numero ora diminuito di circa 2 punti percentuali a causa della manovra di Trump. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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