Italia, terrorismo: espulsa cittadina marocchina militante dell’ISIS 

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 19:13 in Italia Marocco

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Una cittadina marocchina, Salma Bencharki, è stata espulsa dall’Italia dopo essere stata arrestata ed aver scontato la condanna ricevuta a causa dei suoi sospetti legami con lo Stato Islamico. 

Lo rende noto, mercoledì 21 agosto, il Ministero dell’Interno italiano, il quale ha aggiunto che la donna, moglie di Abderrahim Moutaharrik, conosciuto come “il pugile dell’ISIS”, è stata prelevata dagli uomini della Polizia di Stato di Lecco su ordine di allontanamento per tutela della sicurezza dello Stato emesso e firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.  

Al marito della giovane donna, condannato per terrorismo e attualmente in carcere, rende noto il Ministero, è stata inoltre notificata la revoca della cittadinanza italiana. Secondo quanto rivelato dal Ministero, le intercettazioni su Moutaharrik avevano fatto emergere come l’individuo stesse valutando la pianificazione di un possibile attentato in Vaticano. Secondo quanto riportato da ANSAmed, tuttavia, il legale rappresentante di Moutaharrik, Sandro Clementi, ha smentito tali accuse, affermando che il suo assistito non avesse mai sostenuto di voler diventare il primo terrorista a colpire il Vaticano. 

Moutaharrik, noto come “il pugile dell’ISIS” in quanto virtuoso atleta di pugilato, era stato arrestato nel mese di aprile 2016, mentre, secondo quanto reso noto dagli investigatori, stava pianificando di lasciare l’Italia per recarsi in Siria con la moglie e i loro figli per unirsi all’ISIS. Nel 2017, la Corte penale ha condannato l’uomo a 6 anni di reclusione, mentre la donna è stata condannata inizialmente a 5 anni di carcere, poi ridotti a 3 anni e 4 mesi. La riduzione della pena era stata annunciata il 21 febbraio 2018, quando la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva dichiarato che la donna non doveva essere espulsa una volta espiata la pena perché non vi erano “indici univoci che ne potessero accertare la pericolosità sociale” e perché con l’espulsione si sarebbe potuto “disgregare il nucleo familiare con gravi conseguenze per i figli”. Dopo aver trascorso del tempo in carcere, Salma Bencharkiche a differenza del marito non aveva cittadinanza italiana, è stata agli arresti domiciliari e solo di recente aveva terminato di scontare la pena. 

Ad entrambi i terroristi è stata inizialmente sospesa la potestà genitoriale sui minori che, secondo quanto riportato dall’ANSA, hanno 5 e 7 anni e vivono in Italia. Nel 2018, la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva deciso di revocare la sospensione della potestà alla madre dei bambini, anche in virtù del “ruolo subalterno” che le donne hanno “nella cultura islamica” e che potrebbe aver influito sulla condotta della donna. 

Nel corso delle indagini del 2016 che avevano portato all’arresto di Moutaharrik e di Bencharki, gli inquirenti avevano altresì individuato e condannato un altro terrorista, Abderrahmane Khachia, il cui fratello era considerato un martire morto in Siria. Khachia era stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione.  

Nel corso delle medesime indagini, gli inquirenti avevano altresì avuto modo di condannare a 3 anni e 4 mesi di reclusione Wafa Koraichi, la sorella di Mohamed Koraichi, il cittadino marocchino che lasciò Bulciato, in provincia di Lecco, per dirigersi con i 3 figli e la moglie, Alice Brignoli, in Siria, dove si ritiene si sia unito all’ISIS.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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