Indonesia: le proteste crescono, Giacarta schiera l’esercito

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 9:20 in Asia Indonesia

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L’Indonesia ha schierato truppe aggiuntive in Papua Occidentale, mentre le manifestazioni continuano a diffondersi nella regione.

La notizia è stata riferita da Al-Jazeera English, che aggiunge che si è verificata anche un’evasione dalla prigione locale. Il ministro della Sicurezza del presidente Joko Widodo, Wiranto, ha dichiarato ai giornalisti, martedì 20 agosto, che Giacarta sta aumentando la presenza militare per anticipare le proteste previste per mercoledì 21 agosto. Un video ottenuto da Al-Jazeera mostra centinaia di militari e personale di polizia che arrivavano a Manokwari, capitale della provincia della Papua Occidentale. È qui che la più violenta delle proteste ha avuto luogo per la prima volta, lunedì 19 agosto, con i manifestanti che hanno dato fuoco ad alcuni edifici governativi ed esercizi commerciali. Il generale Sisriadi, portavoce delle forze armate indonesiane, ha specificato che Giacarta ha inviato 300 truppe a Manokwari. 

Le proteste sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. Tuttavia, le tensioni erano già state innescate, con il West Papua National Committee (KNPB) che ha invitato i papuani a unirsi in una protesta contro il governo.

Alcune immagini delle proteste, riportate da Al-Jazeera, mercoledì 21 agosto, mostrano i manifestanti papuani nella città di Fakfak che ha sventolano la bandiera locale. Nel Paese, è vietato mostrarla in pubblico. Secondo la legge indonesiana, le persone che lo fanno rischiano fino a 15 anni di galera. Un’altra immagine mostra una zona costiera di Fakfak in fiamme. Secondo i testimoni, il fuoco è stato appiccato al mercato locale. Nel frattempo, le proteste sono arrivate anche nella città di Timika e in altre aree della regione. I media riferiscono di numerosi feriti, mentre la polizia ha dichiarato che un ufficiale di Jayapura ha subito un infortunio. La regione della Nuova Guinea Occidentale è divisa in due province, la Papua Occidentale e la Papua. Jayapura è la capitale della provincia di Papua.

A Sorong, la più grande città della Papua Occidentale, i manifestanti hanno bloccato le strade e si sono radunati davanti all’ufficio del sindaco, martedì 20 agosto. Un altro video ottenuto da Al Jazeera mostra un gruppo di uomini armati di bastoni che lanciano pietre contro gli agenti di polizia. Nel video, si vede un ufficiale colpito che cade a terra. I media locali hanno anche riferito che i manifestanti hanno preso di mira l’aeroporto Domine Eduard Osok, costringendo le compagnie aeree a cancellare i voli per Sorong. Infine, le proteste hanno raggiunto anche la prigione locale, che conta 250 detenuti. Dopo che l’edificio è stato dato alle fiamme, molti dei prigionieri ne hanno approfittato per evadere, martedì 20 agosto. Da parte loro, le autorità insistono che la situazione è sotto controllo. Mario Christy Siregar, capo della polizia di Sorong, ha riferito che non ci sono state vittime gravi. “Nessuno è stato ferito. Tutto è sotto controllo”, ha insistito.

La regione della Nuova Guinea Occidentale era una colonia olandese fino al 1962, quando l’Indonesia prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo Giacarta, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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