Giappone: i report sulle armi nucleari “in miniatura” della Corea del Nord

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 16:50 in Corea del Nord Giappone

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Il Giappone ha aggiornato, all’interno della nuova versione dell’annuale Libro Bianco sulla Difesa, in via di pubblicazione, la sua stima del potenziale nucleare della Corea del Nord, rivelando che Pyongyang è riuscita a creare testate nucleari in miniatura. 

La notizia è stata diffusa, mercoledì 21 agosto, dal quotidiano giapponese Yomiuri, e ripresa da Reuters, che ha sottolineato come già nella versione precedente del Libro Bianco il Giappone aveva evidenziato la possibilità che la Corea del Nord stesse realizzando armi nucleari in miniatura.  

Nella nuova versione del documento, che secondo le stime verrà presentato in occasione di un vertice del Consiglio dei ministri che si terrà a metà settembre, tale possibilità verrà ufficializzata, aggiungendo che le attività militari della Corea del Nord “rappresentano una minaccia seria e imminente”. 

Come evidenziato da un esperto sul nucleare del Massachussets Institute of Technology, Vipin Narang, l’abilità nordcoreana di produrre testate nucleari di dimensioni ridotte, così da poter essere inserite nei missili balistici in uso a Pyongyang, è nota da diversi anni. Ciò che però emerge con il nuovo documento del Giappone è la “mancanza di progressi per quanto concerne il dialogo sulla denuclearizzazione”. Narang ha altresì aggiunto che “è il Giappone a subire la minaccia maggiore, nonché probabilmente il primo obiettivo di un tale potenziale nucleare”. 

L’abilità dei nordcoreani di produrre testate nucleari in miniatura era già stata menzionata nel Libro bianco sulla Difesa adottato nel 2018 dalla vicina Corea del Sud, dove si annunciava come la capacità di creare tali armi in scala ridotta sembrava “aver raggiunto un livello considerevole”. 

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali. Il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. 

Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari e la Corea del Nord è ancora colpita dalle sanzioni. 

Da parte sua, Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare.  

Nel frattempo, il 16 agosto, si è verificato il sesto round di lanci missilistici che Pyongyang ha effettuato in 3 settimane quale protesta contro le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. Il leader nordcoreano, Kim Jong-Un, ha definito tali mosse un “avvertimento solenne” contro Seul e Washington. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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