Crisi di governo: sconfitta di Salvini e del populismo europeo?

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 15:29 in Europa Italia

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Mercoledì 21 agosto, alle 16, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, inizierà le consultazioni per la possibile formazione di un nuovo governo. Intanto, la stampa statunitense dipinge la crisi italiana come una grave sconfitta per il populismo in Europa. 

Il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, ha deciso di dimettersi, martedì 20 agosto, per evitare di affrontare un voto di sfiducia che probabilmente avrebbe perso. In tal modo, Conte ha confermato il crollo di uno degli esperimenti politici recenti più intriganti in Europa, scrive il Washington Post, riferendosi all’alleanza di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Secondo il quotidiano statunitense l’unico collante di tale governo è stato il populismo e la sua crisi mostra i limiti delle forze politiche di questo tipo nel Vecchio Continente. 

Prima di annunciare le proprie dimissioni da premier, Conte ha pronunciato un discorso molto sentito di fronte al Senato italiano, dirigendo gran parte della sua ira contro Matteo Salvini, il suo vice primo ministro. Anche prima della crisi aperta, tuttavia, le differenze all’interno di questa “coalizione populista” erano ben chiare, secondo la stampa estera e hanno lentamente portato a questo risultato. Le due anime del governo dimissionario hanno autonomamente portato avanti agende contrapposte che sono finite per risultare conflittuali. Nello specifico, Conte ha attaccato l’eccessivo sfoggio di simboli cattolici e le politiche migratorie. 

Il leader della Lega si è difeso in un discorso di 20 minuti. Salvini non ha negato di aver rilanciato, tramite la sua piattaforma politica, l’identità cattolica italiana e si è detto fiero di stare tra i cittadini, nonostante le accuse di populismo. Tali decisioni politiche sono state affiancate dal tentativo di costruire rapporti solidi con partiti che in Europa avevano un simile approccio, denigrando apertamente gli alleati tradizionali di Roma. “Le elezioni potrebbero portare l’Italia a ottenere un governo di destra senza compromessi come non si vedeva da Mussolini”, ha osservato il The Economist.

La rottura, inoltre, arriva in un momento particolarmente critico per l’Italia, poiché aggiunge incertezza ai prossimi negoziati sulla legge di bilancio da presentare all’Unione Europea e preoccupa chi l’Italia la vorrebbe preparata sull’arena internazionale. “I tempi di questa crisi sono preoccupanti”, ha osservato Andrea Montanino, un membro anziano all’Atlantic Council della NATO. “Arriva in un momento critico per l’Europa, tra il rischio di recessione della Germania e la formazione della nuova Commissione Europea, e potrebbe contribuire al deterioramento della fiducia nella zona euro”, ha poi aggiunto.

Le prossime giornate politiche si annunciano complesse. Il presidente italiano Sergio Mattarella si incontrerà, mercoledì 21 agosto, con i vari leader del Paese per vedere se è possibile formare una nuova coalizione di governo. Può scegliere di mantenere Conte o di nominare un tecnico per guidare un governo di breve durata che porti a termine la legge di bilancio. In alternativa, il Movimento 5 Stelle potrebbe tentare di costruire una nuova coalizione con il Partito Democratico, un’alleanza che un tempo era impensabile, ma che ora potrebbe soddisfare entrambe le parti.

In caso nessuna di queste ipotesi vada in porto, entro la fine di ottobre verranno programmate le elezioni anticipate. Nell’attuale contesto, Salvini e la Lega sarabbero in netto vantaggio, secondo i sondaggi e questo grazie proprio alla piattaforma populista del suo leader. Sebbene la crisi di governo rappresenti senza dubbio una battuta d’arresto e il mese di agosto sia stato l’unico in cui la popolarità di Salvini ha smesso di crescere, siamo ancora lontani dalla sconfitta di cui parla la stampa statunitense.

Negli ultimi 2 anni, la Lega ha incanalato il malcontento su temi come l’immigrazione e l’Europa, si è imposto su tutto il Paese in maniera trasversale e continua a dominare i sondaggi, nonostante importanti scandali internazionali. Morto un papa se ne fa un altro, recita un detto italiano. Ma Salvini è ancora lontano dal morire e rimane a guardare una crisi che molti tendono a dimenticare che è stato lui stesso a causare. Morto un governo, non è detto che se ne riuscirà a fare un altro, non con questi numeri, non senza elezioni. E questo, il leader della Lega lo sa fin troppo bene. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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