Yemen: le forze secessioniste giungono ad Abyan

Pubblicato il 20 agosto 2019 alle 14:24 in Medio Oriente Yemen

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Violenti scontri si sono verificati, il 20 agosto, ad Abyan, governatorato situato nel Sud dello Yemen. A scontrarsi, vi sono le forze di sicurezza speciali filo-governative e le milizie del Consiglio di transizione meridionale, appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti.

Gli scontri hanno avuto inizio alla scadenza del periodo concesso alle forze del governo di lasciare il campo in tale governatorato. In particolare, le forze della cintura di sicurezza, a fianco di quelle secessioniste, hanno assediato le forze speciali a Zinjibar, capitale del governatorato, e la polizia militare nel resto dell’area, chiedendo loro di arrendersi.

Il ministro dell’informazione yemenita, Muammar Al-Iryani, ha descritto l’escalation di violenza e tensioni pericolosa per il Consiglio di transizione meridionale, in quanto potrebbe far esplodere la situazione nel governatorato. Per Al-Iryani, le forze secessioniste persistono nel mettere in atto tale tipo di operazioni, nel tentativo di rovesciare il governo legittimo yemenita.

La situazione di grave instabilità delle ultime settimane ha colpito soprattutto Aden, città situata nel Sud dello Yemen, che sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud. Anche in questo caso, da un lato, vi sono le brigate per la sicurezza presidenziale mentre, dall’altro, i gruppi armati a sostegno dei secessionisti locali, oltre alle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti.

Di fronte a tale scenario, il ministero degli Esteri yemenita, attraverso il suo viceministro, Mohammed Abdullah Al-Hadrami, ha espresso la propria opposizione al sostegno offerto da parte emiratina al Consiglio di transizione e le forze secessioniste, chiedendone la cessazione immediata. Circa gli sviluppi di Abyan, Al-Hadrami ha affermato che si tratta di un’escalation ingiustificabile e inammissibile, che minerà gli sforzi di mediazione profusi fino ad ora dall’Arabia Saudita.

Circa la situazione ad Aden, il portavoce dell’alleanza saudita-emiratina, Turki Al-Maliki, ha dichiarato che le forze della cintura di sicurezza hanno iniziato ad abbandonare i siti governativi precedentemente occupati e che la coalizione sta lavorando per completare il ritiro di queste forze. Tuttavia, tre fonti yemenite hanno reso noto, il 19 agosto, che le forze secessioniste dello Yemen meridionale si sono rifiutate di cedere al controllo del porto yemenita di Aden. Ciò ha causato il rinvio di un vertice pianificato precedentemente, che avrebbe dovuto porre fine alla situazione di tensione e stallo e che avrebbe considerato l’opportunità di riorganizzare l’attuale governo yemenita, includendo altresì le forze separatiste.

Inoltre, l’inviato per le Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffith, ha reso noto di aver incontrato, il 19 agosto, il ministro della Difesa saudita, il principe Khaled bin Salman. I due hanno concordato sulla necessità di continuare a dialogare con le forze secessioniste, e da parte Onu sono stati sottolineati gli sforzi “trionfanti” profusi dal regno mediorientale, ed il suo impegno costante nel promuovere la stabilità nel Sud dello Yemen.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

La coalizione araba a guida saudita è intervenuta militarmente ad Aden l’11 agosto, a sostegno del governo yemenita, dopo che i separatisti meridionali avevano precedentemente occupato diverse aree della città portuale. Inoltre, un comitato saudita è giunto, il 15 agosto, ad Aden, per monitorare il ritiro delle forze del Consiglio di transizione meridionale dalle posizioni precedentemente occupate. Il fine ultimo è far sì che le forze secessioniste liberino soprattutto le zone del governo centrale yemenita.

Da parte sua, il presidente Hadi, nel corso di un incontro straordinario tenutosi il 19 agosto, ha invitato i rappresentanti ed i leader del governo a contrastare tutto ciò che devia l’attenzione dalla principale minaccia, ovvero le milizie di ribelli Houthi, supportate dall’Iran. Inoltre, a detta del presidente, il popolo yemenita sta aspettando la fine del “colpo di Stato iraniano”, per marciare verso la costruzione di un nuovo Yemen federale.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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