Siria: le forze di opposizione indietreggiano

Pubblicato il 20 agosto 2019 alle 8:59 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La città siriana di Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, nel Nord-Ovest del Paese, ha assistito al ritiro delle forze di opposizione. I ribelli si sono altresì allontanati dalla periferia settentrionale di Hama. La notizia è stata rivelata martedì 20 agosto.

Per diversi giorni le forze del regime hanno cercato di avanzare verso Khan Shaykhoun, la maggiore città rurale meridionale di Idlib, attraversata da un’autostrada strategica, parzialmente controllata dalle fazioni di opposizione. Tale strada è un’arteria vitale che collega le città più importanti sotto il controllo delle forze del regime. Questa parte da Aleppo a Nord, attraversa Hama e Homs nel mezzo e poi Damasco, fino a giungere al valico di frontiera con la Giordania. A detta di alcuni analisti, l’obiettivo del regime è completarne il controllo.

Già dalla sera del 18 agosto, in seguito a violenti scontri, le forze del regime erano riuscite ad entrare nella città, per la prima volta da quando ne avevano perso il controllo, nel 2014. Le battaglie sono poi proseguite anche il giorno successivo, portando l’esercito del presidente siriano, Bashar Al-Assad, a realizzare progressi nel governatorato di Idlib. Secondo quanto riferito anche dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, in seguito all’avanzata dell’esercito di Assad, la città di Khan Shaykhun è diventata semi-desertica.

A detta dell’osservatorio, il regime è entrato nella città, dal lato Nord-occidentale, sostenuto altresì da forze russe, e successivamente è riuscito a prendere il controllo dei quartieri settentrionali e orientali di Khan Shaykhun. Un’altra notizia riferita dall’Osservatorio riguarda i continui attacchi di aerei russi contro l’area russo-turca, ed in particolare contro la periferia meridionale di Idlib. Uno degli ultimi attacchi ha provocato la morte di 6 civili, tra cui un bambino.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio campo di azione nella periferia meridionale di Idlib.

L’intensificazione dei raid aerei aveva avuto inizio il 12 luglio, quando i velivoli russi hanno colpito alcune città in mano ai ribelli nella regione di Idlib e Hama, nel quadro di un ampliamento dell’offensiva del regime di Damasco, supportato militarmente da Mosca, contro i dissidenti siriani.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Secondo le Nazioni Unite, sin dalla fine di aprile, oltre 440.000 persone sono state sfollate da tali aree mentre, a detta dell’Osservatorio siriano, gli assalti alle aree civili, da parte siriana e russa, hanno provocato circa 790 morti civili. L’osservatorio ha anche documentato la morte di 3404 persone dall’inizio dell’escalation del 30 aprile scorso, considerata la più violenta di sempre, mentre 3933 persone sono morte nelle aree di tregua russo-turca da febbraio 2019.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.