Indonesia: presidente Widodo fa appello alla calma

Pubblicato il 20 agosto 2019 alle 9:52 in Asia Indonesia

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Il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha fatto appello alla calma, alla pace e al perdono dopo le violente proteste che hanno scosso la provincia della Papua Occidentale, a seguito di presunti abusi razzisti e maltrattamenti nei confronti di alcuni studenti papuani.

In una dichiarazione, rilasciata lunedì 19 agosto, il presidente, noto anche come Jokowi, ha esortato i cittadini a perdonarsi a vicenda, aggiungendo che il governo proverà a prendersi cura del “benessere di tutte le persone in Papua e nella Papua Occidentale”. Con tale affermazione il presidente fa riferimento a entrambe le provincie della regione della Nuova Guinea Occidentale, interessata dalle proteste. 

“Miei fratelli e sorelle in Papua e nella Papua Occidentale, so che vi sentite offesi. Pertanto, come concittadini, perdonarsi a vicenda è la soluzione migliore. Potreste arrabbiarvi, ma perdonare è meglio”, ha affermato Jokowi. “Va bene essere emotivi, ma è meglio avere pazienza”, ha aggiunto. Il ministro della Sicurezza del governo ha anche promesso un’indagine “completa ed equa” sugli incidenti che hanno scatenato le violente proteste, affermando che la situazione in Papua era ora sotto controllo.

Il capo della polizia nazionale, Tito Karnavian, ha sottolineato che le rivolte sono state innescate da una notizia falsa che riportava dell’uccisione di uno studente papuano in carcere, a Surabaya. “Ci sono alcune persone che hanno deliberatamente mescolato queste informazioni per i propri interessi”, ha dichiarato Karnavian ai giornalisti di Surabaya. “Non è vero, si tratta di una notizia falsa e chiedo alle persone in Papua e fuori dalla Papua di non essere provocate da tali notizie”, ha aggiunto. 

Le proteste sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, nell’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. I giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto durante un’intervista con i media locali. Tuttavia, la polizia ha chiuso il dormitorio dove questi vivevano e ha fatto irruzione nella struttura, utilizzando gas lacrimogeni, per liberare le loro stanze.

Alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sono stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. Tuttavia, le tensioni erano già state innescate, con il West Papua National Committee (KNPB) che ha invitato i papuani a unirsi alla protesta contro il governo.

La regione della Nuova Guinea Occidentale era una colonia olandese fino al 1962, quando l’Indonesia prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo Giacarta, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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