Il Bahrein membro della missione navale USA nel Golfo

Pubblicato il 20 agosto 2019 alle 12:13 in Bahrein Medio Oriente

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Il Bahrein ha dichiarato, il 19 agosto, che prenderà parte alla missione navale promossa dagli Stati Uniti, volta a promuovere la sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e nel Golfo.

Per gli USA, le coalizione rappresenterà altresì un modo per affrontare la minaccia iraniana in un’area strategica. Sia il Regno Unito sia Israele hanno reso noto la loro partecipazione. Il Bahrein ha deciso di unirsi agli sforzi di tali Paesi, in seguito agli episodi degli ultimi mesi riguardanti attacchi a petroliere e navi commerciali.

In particolare, durante un incontro con il capo del comando centrale statunitense, Kenneth McKenzie, il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, ha elogiato il ruolo attivo ed efficace svolto dall’amministrazione statunitense, con a capo il presidente Donald Trump, nel favorire una cooperazione con i paesi del Golfo Persico. L’obiettivo è garantire sicurezza e stabilità nell’area. Il sovrano ha poi affermato che il proprio Paese svolgerà la sua parte in questo lavoro congiunto, per mettere in sicurezza i corridoi internazionali utilizzati in ambito commerciale ed energetico, oltre che per garantire la libertà di navigazione nell’intera regione.

Gli USA sono consapevoli che il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran. Pertanto, stanno cercando supporto nella regione.

In risposta alla decisione statunitense, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, ha dichiarato, venerdì 9 agosto, che il sostegno israeliano rappresenta una chiara minaccia alla sicurezza, sovranità ed integrità territoriale, nonché un fattore di crisi destabilizzante. “La repubblica islamica dell’Iran si riserva il diritto di affrontare tale minaccia per difendere i propri territori, nel quadro di una politica difensiva” sono state le parole del portavoce, aggiungendo che non si esiterà a tradurre le parole in fatti.

Il Bahrein, confinante con l’Arabia Saudita e situato di fronte all’Iran, è stato turbato da disordini interni, sin dal febbraio 2011, quando i manifestanti hanno occupato la capitale di Manama, chiedendo più democrazia e la fine della discriminazione contro la maggioranza della comunità musulmana sciita, da parte della famiglia reale sunnita. In tale scenario, l’Arabia Saudita e altri Paesi della Penisola inviarono truppe a sostegno della monarchia. L’Iran, Paese a maggioranza sciita, chiese il ritiro delle truppe ma ciò che ottenne fu l’espulsione dell’incaricato d’affari iraniano a Manama, con l’accusa di aver avuto contatti con i gruppi d’opposizione.

Ancora oggi le tensioni nel Paese continuano e il Bahrein accusa l’Iran di essere coinvolto e di influire in tali turbolenze. Nel quadro delle recenti tensioni nel Golfo, invece, Manama, ha invitato Teheran a promuovere una tregua ed a rispettare interessi, sovranità e indipendenza dei Paesi della regione del Golfo, oltre a preservare la pace e la sicurezza sia a livello regionale sia internazionale.

Circa i rapporti con gli Stati Uniti, il Bahrein è sede del quartier generale della Quinta Flotta statunitense, oltre ad essere un alleato di Washington. Il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha alleggerito le restrizioni sulle vendite di armi al Paese, da quando è salito al potere, nel gennaio 2017.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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