Venezuela: i contatti segreti tra gli Stati Uniti e gli uomini di Maduro 

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 15:04 in USA e Canada Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader dell’Assemblea Costituente del Venezuela, nonché alleato politico del presidente MaduroDiosadado Cabello, ha incontrato lo scorso mese a Caracas un delegato di Trump per avviare contatti segreti.  

È quanto dichiarato da un ufficiale dell’amministrazione Trump, il quale ha parlato in condizioni di anonimità, all’agenzia di stampa Associated Press, e ripreso da Al Jazeera English. Secondo le rivelazioni dell’ufficiale, gli Stati Uniti hanno avviato scambi segreti con il leader del partito socialista del Venezuela, in linea con quanto sta accadendo con alcuni degli uomini di Maduro, i quali chiedono di non subire condanne in caso dovessero decidere di cedere alle richieste di Washington e spodestare l’attuale presidente.  

In tale contesto, Diosdado Cabello, considerato l’uomo più potente del Venezuela dopo Maduro, ha incontrato a Caracas lo scorso mese uno degli uomini di Trump e, stando a quanto rivelato dall’informatore, un secondo incontro potrà avvenire prossimamente. Il presidente dell’Assemblea Costituente ha visto il suo potere crescere a partire dall’indebolimento dell’influenza del presidente Maduro, il quale, rende noto il quotidiano, potrebbe essere al corrente degli incontri segreti con gli Stati Uniti.  

Cabello, però, è stato allo stesso tempo più volte accusato da Washington di essere tra i responsabili della dirompente corruzione del Paese, così come di essere coinvolto nel traffico di stupefacenti, nonché nelle minacce di morte rivolte contro un senatore americano. Per tali ragioni, ha spiegato l’ufficiale americano che ha rivelato i contatti tra l’amministrazione Trump e Cabello, il presidente dell’Assemblea Costituente non verrà sostenuto in alcun modo da Washington, né gli Stati Uniti cercheranno di fare sì che possa sostituire Maduro. 

Al contrario, gli Stati Uniti stanno cercando di architettare e guidare la pressione sul regime di Maduro affinché possa alimentarsi la congiura che Washington ritiene si stia per verificare da parte del partito di governo nei confronti del suo leader.  

Per tale ragione, ha spiegato l’informatore, gli Stati Uniti hanno avviato simili contatti con altri uomini influenti del regime di Maduro, dai quali Washington attende di sapere cosa dover dare in cambio della loro sfiducia al presidente.  

Da parte sua, un assistente di Cabello ha negato che l’uomo avesse cercato di tradire Maduro, affermando che il leader dell’Assemblea Costituente avrebbe incontrato gli americani esclusivamente qualora il presidente Maduro glielo avesse concesso, nella speranza di ottenere una riduzione delle sanzioni imposte al Venezuela. 

Nel 2015, in Venezuela, l’opposizione aveva vinto la maggioranza dei 2/3 del Congresso, prendendone il controllo per la prima volta in 16 anni. Il governo di Maduro, tuttavia, aveva rifiutato di riconoscerne la legittimità, ignorando tutte le sue decisioni procedendo alla creazione di un’Assemblea Costituente tramite le elezioni del 2017. Tale Assemblea, presieduta attualmente da Diosdado Cabello, è un organo che di fatto detiene tutti i poteri legislativi, senza controlli sul suo operato, e che è incaricato di riscrivere la Costituzione. Lo scorso 12 agosto, l’Assemblea ha deliberato la creazione di una Commissione per valutare l’apertura anticipata delle elezioni parlamentari, al momento previste per dicembre 2020. Secondo l’opposizione, tale mossa rappresenta il tentativo di Maduro di riprendere il controllo sul Congresso del Paese, attualmente presieduto dal suo rivale, Juan Guaido. 

Lo scorso gennaio, Juan Guaido è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dal partito di opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato contro Maduro e Guaido si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Altri tentativi di golpe si sono susseguiti, ma senza successo. Questa azione è stata appoggiata da un totale di 54 Paesi, in primis dagli Stati Uniti. Maduro, che rimane saldamente presidente del Paese, è sostenuto invece da diversi paesi tra cui spiccano Russia, Cuba, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play 

 Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.