Sudan: ex presidente deposto al-Bashir a processo

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 10:04 in Africa Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ex presidente del Sudan, Omar al-Bashir, è atteso in tribunale, lunedì 19 agosto, per affrontare un processo per corruzione, per aver detenuto valuta estera e per aver ricevuto donazioni illegali. 

Il processo di Bashir arriva 2 giorni dopo che i leader delle proteste e le forze armate hanno firmato un accordo definitivo di condivisione del potere, aprendo la strada a una transizione verso un governo a guida civile. Secondo quanto concordato dalle parti nella prima intesa formale, firmata il 17 luglio, il nuovo Consiglio sovrano sudanese, ovvero l’organo esecutivo, composto da 10 membri, 5 nominati dai militari e 5 dai civili, più 1 nominato di comune accordo, designeranno il futuro primo ministro sulla base delle candidature presentate dall’Alleanza. Una volta che ciò sarà avvenuto, il Sudan inaugurerà un periodo di transizione della durata di 3 anni che, nella migliore delle ipotesi, condurrà la nazione alle prossime elezioni democratiche.

Al-Bashir prese il potere con un colpo di Stato militare, il 30 giugno 1989, ed è rimasto in carica fino all’11 aprile 2019, quando è stato rovesciato, a seguito di mesi di proteste, e arrestato dalle forze armate. Bashir sarà, quindi, processato per “possesso di valuta estera, corruzione e ricezione di doni illegali”. Tahir ha affermato, inoltre, che una delle accuse a carico di Bashir riguardava circa 7 milioni di euro, che sono stati concessi come “sovvenzione da un donatore e non sono stati inclusi nel bilancio statale”. Il leader dell’esercito del Sudan, Abdel Fattah al-Burhan, ha dichiarato che più di 113 milioni di dollari in contanti in tre valute sono stati scoperti nella residenza di Bashir. Si trattava di circa 7 milioni di euro, 350.000 dollari e 5 miliardi di sterline sudanesi. 

Le manifestazioni sono scoppiate in Sudan il 19 dicembre 2018, nella città centrale di Atbara, in seguito alla decisione del governo di triplicare il prezzo del pane. Rapidamente si sono trasformate in proteste a livello nazionale per chiedere la fine del governo del presidente Omar al-Bashir, salito al potere con un colpo di stato nel 1989. Dopo una prima ondata di repressioni, che non è riuscita a mettere fine alle manifestazioni, il 22 febbraio al-Bashir ha imposto lo stato di emergenza, per la durata di un anno, che il Parlamento ha successivamente ridotto a 6 mesi. 

l movimento di protesta, considerato dagli analisti come la più grande sfida alla presidenza di al-Bashir, è stato guidato inizialmente dall’Associazione dei professionisti sudanesi (SPA). L’esercito sudanese è intervenuto, lunedì 8 aprile, per proteggere i manifestanti in seguito al tentativo delle forze di sicurezza di Khartoum di interrompere un sit-in di fronte al Ministero della Difesa. L’intervento delle forze armate ha portato alla deposizione di Bashir in pochi giorni. Dopo l’11 aprile, le truppe del Paese hanno dichiarato l’instaurazione di un governo militare di transizione. 

Il capo del Consiglio militare di transizione ha anche portato avanti una forte repressione delle manifestazioni che continuavano per le strade della capitale. Le due parti siglano una prima intesa, il 17 luglio.  In base a quanto stabilito dal patto, il Consiglio Sovrano misto, nuovo organo esecutivo del Paese, sarà formato da 11 membri, 5 militari e 6 civili, e governerà per 3 anni e 3 mesi, prima dell’annuncio di future elezioni. Il capo dell’esecutivo sarà un membro dell’esercito per i primi 21 mesi, poi è prevista una rotazione. 

I manifestanti hanno altresì ottenuto l’istituzione di una commissione d’inchiesta nazionale indipendente che indagherà sulla violenta repressione delle proteste in tutto il Paese, dopo la rimozione dell’ex presidente, Omar al-Bashir, l’11 aprile. Nello specifico ci sarà una “inchiesta trasparente e indipendente” sui fatti del 3 giugno nella capitale, Khartoum, che hanno causato la morte di più di 100 individui. La seconda parte dell’accordo, che dovrebbe portare alla stesura di una bozza di Costituzione, doveva essere discussa il 31 luglio.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.