Pakistan accusa l’India di aver ucciso 2 civili in Kashmir

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 13:20 in India Pakistan

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Il Pakistan ha reso noto che le truppe indiane hanno aperto il fuoco lungo la Linea di Controllo che divide la contesa regione del Kashmir, uccidendo 2 civili e ferendone un altro.

Il Ministero degli Esteri del Pakistan ha dichiarato che tali eventi si sono verificati domenica 18 agosto, nei villaggi di confine di Hot Spring e Chirikot. A tale proposito, il Pakistan ha convocato un diplomatico indiano e ha presentato una formale lamentela per le continue violazioni del cessate il fuoco attuate da Nuova Delhi, che rappresentano “una minaccia per la pace regionale”. 

Intanto, sempre il 18 agosto, le autorità indiane hanno reintrodotto alcune restrizioni ai movimenti nelle principali zone di Srinagar dopo una serie di violenti scontri avvenuti la notte precedente tra residenti e polizia. Dozzine di persone sono rimaste ferite. Nuova Delhi ha anche reimposto il blocco di internet e della rete telefonica nelle aree in cui tale misura era stata sollevata.

Un magistrato, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato che almeno 4.000 persone sono state arrestate nel Kashmir amministrato dall’India nelle ultime due settimane. Queste sono ora detenute ai sensi del Public Safety Act (PSA), una controversa legge che consente alle autorità di imprigionare qualcuno per un massimo di 2 anni senza accusa o prova. “La maggior parte di loro è stata espulsa dal Kashmir perché le prigioni qui hanno esaurito la capacità”, ha riferito il magistrato, aggiungendo che aveva usato un telefono satellitare a lui assegnato per raccogliere le informazioni dei colleghi durante il blackout delle comunicazioni imposto da autorità indiane.

Giovedì 15 agosto, il Pakistan aveva riferito che almeno 3 dei suoi soldati e 5 soldati indiani erano morti, insieme a 2 civili, a seguito di uno scambio a fuoco trans-frontaliero. Tuttavia, Nuova Delhi ha negato l’accaduto e ha dichiarato che le sue forze armate non hanno subito alcuna perdita. Il giorno successivo, il bilancio delle vittime era poi salito a 6, dopo che Islamabad aveva comunicato la morte di un ulteriore soldato, per la quale aveva nuovamente accusato le forze di sicurezza indiane. 

Tali eventi sono dovuti ad una serie di tensioni, causate alla decisione dell’India di revocare lo status speciale per l’area del Kashmir amministrata da Nuova Delhi. La fine dell’autonomia del Kashmir è stata imposta il 5 agosto dopo che, il 2 agosto, le forze di sicurezza indiane avevano rivelato di aver sventato un attentato contro un pellegrinaggio Hindu nella regione del Kashmir. L’attacco, secondo le autorità, era stato pianificato da alcuni militanti supportati dall’esercito del Pakistan. 

Privato della propria autonomia, il Kashmir vive da 14 giorni in una condizione di isolamento, dopo l’imposizione di un coprifuoco e del blocco delle reti telefoniche e internet. Il 15 agosto, il Pakistan ha deciso di osservare un “giorno nero”, in concomitanza con le celebrazioni della festa dell’indipendenza in India. La decisione dell’India di revocare lo status speciale per la propria parte del Kashmir, ed il conseguente blackout, ha causato l’ira del Pakistan, che ha tagliato i collegamenti commerciali e per il trasporto ed espulso l’inviato dell’India per rappresaglia.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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