Libia: tratti in salvo 37 migranti irregolari

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 12:35 in Immigrazione Libia

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Le forze della Marina libica hanno annunciato il salvataggio di 37 migranti irregolari al largo della costa di Homs, città portuale situata nella Libia settentrionale, nella giornata di domenica 18 agosto.

Come dichiarato dall’Ufficio di informazione e cultura marittima, è stata una pattuglia, chiamata Ubari, del settore centrale della Guardia costiera, ad essersi occupata dell’operazione di salvataggio. La missione di ricerca ha avuto inizio subito dopo aver ricevuto una chiamata di soccorso dalla sala operativa riguardante l’imbarcazione posta a 53 miglia a Nord di Homs.

È stato evidenziato che i migranti provenivano da 7 nazionalità diverse, arabe ed africane, ovvero Sudan, Mali, Mauritania, Kenya, Somalia, Yemen e Nigeria. Le persone tratte in salvo sono state tutte portate al punto di sbarco della Guardia costiera di Homs ed è stata loro fornita l’assistenza umanitaria e medica necessaria.

Una delle ultime operazioni di salvataggio risale allo scorso 11 agosto, quando la SOS Mediterranée e Medici Senza Frontiere hanno recuperato 81 migranti, sempre a largo delle coste libiche. Precedentemente, tra il 3 ed il 5 agosto scorso, operazioni di salvataggio della Guardia costiera hanno permesso di soccorrere 122 migranti irregolari. Poco prima, tra il 31 luglio ed il 1 agosto, sono stati tratti in salvo altri 75 migranti irregolari, nei pressi della città occidentale di Zuwara.

Il 21 luglio l’IOM ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019, di 39 nazionalità diverse. Tra questi, il 6% è composto da minori, per il 34% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 65% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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