Indonesia: violente manifestazioni in Nuova Guinea Occidentale

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 10:58 in Asia Indonesia

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Migliaia di persone sono scese in piazza nella regione della Nuova Guinea Occidentale, in Indonesia, contro i presunti abusi della polizia ai danni degli studenti di etnia papuana. I manifestanti hanno bloccato le strade e dato fuoco a edifici pubblici. 

La regione è divisa in due province, la Papua Occidentale e la Papua. Nella capitale della prima, Manokwari, l’edificio sede del governo locale e numerosi negozi sono stati incendiati, secondo quanto ha riferito la polizia. Anche un altro stabile, precedentemente occupato dal governatore provinciale, Dominggus Mandacan, è stato arso dalle fiamme, stando a quanto dichiarato dal portavoce della polizia nazionale indonesiana, Dedi Prasetyo. Al momento, non è stata riportata alcuna vittima, ma le manifestazioni sono ancora in corso. “Per ora, ci stiamo concentrando sulla raccolta di informazioni su eventuali vittime e cerchiamo di calmare le masse”, ha affermato Prasetyo. 

Le immagini pubblicate da Al-Jazeera English mostrano i manifestanti, tra cui molti giovani studenti, che sventolano la bandiera locale, nota con il nome di “stella del mattino”, che è considerata un simbolo dell’autogoverno dei papuani. “Non siamo bianchi e rossi, siamo stelle del mattino”, hanno gridato i manifestanti, in riferimento ai colori della bandiera indonesiana. In Indonesia è illegale detenere la bandiera locale e si rischia la detenzione fino a 15 anni. Sono stati segnalati disordini anche nella città di Jayapura, capoluogo della provincia di Papua, la più orientale del Paese. Centinaia di persone in motocicletta sono state viste unirsi alle proteste. Al-Jazeera English riferisce, inoltre, che alcuni manifestanti hanno rimosso la bandiera indonesiana dall’ufficio del governatore della provincia, Lukas Enembe.

Le proteste di lunedì 19 agosto sono scoppiate a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, nell’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. I giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto durante un’intervista con i media locali. Tuttavia, la polizia ha chiuso il dormitorio dove questi vivevano e ha fatto irruzione nella struttura, utilizzando gas lacrimogeni, per liberare le loro stanze. Alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sono stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. Tuttavia, le tensioni erano già state innescate, con il West Papua National Committee (KNPB) che ha invitato i papuani a unirsi alla protesta contro il governo.

La regione della Nuova Guinea Occidentale era una colonia olandese fino al 1962, quando l’Indonesia prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo Giacarta, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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