Immigrazione, Open Arms: possibile accordo per sbarco a Minorca 

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 12:27 in Immigrazione Italia Spagna

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La Spagna e l’Italia potrebbero aver raggiunto un accordo per far sbarcare i 107 migranti a bordo dell’imbarcazione dell’ONG spagnola Open Arms. È quanto riportato da Reuters, che ha aggiunto che lo sbarco avverrà nelle isole Baleari 

La decisione, secondo quanto commentato dalla ONG, è “incomprensibile”, alla luce delle gravi condizioni dei migranti a bordo della nave e della vicinanza dell’imbarcazione al porto italiano di Lampedusa, a soli 800 metri di distanza 

Secondo quanto reso noto dal quotidiano spagnolo El Pais, la Spagna ha offerto all’ONG il suo porto più vicino, ovvero Mahón, nell’isola di Minorca, nell’arcipelago delle Baleari, che secondo le stime di ANSA si trova a quasi 1.000 km da Lampedusa. 

Sbarcare a Mahonha spiegato Open Arms, vuol dire prolungare di altri 3 giorni una situazione già provante allo stato attuale. Ma “se l’Italia e la Spagna hanno raggiunto un accordo, è fondamentale che i due Paesi si prendano la responsabilità di assicurare che finalmente questi migranti sbarchino in un luogo sicuro e fornito dei mezzi necessari”, ha dichiarato la ONG spagnola.  

L’imbarcazione di Open Arms era giunta a Lampedusa nelle prime ore del 15 agosto, dove avrebbe dovuto effettuare lo sbarco dopo essere stata bloccata in mare da 14 giorni senza un porto sicuro in cui approdare. L’autorizzazione a procedere con lo sbarco a Lampedusa era stata annunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, dopo che il personale della Capitaneria di porto, della Guardia di Finanza e i medici del Cisom si erano occupati delle operazioni di ispezione che hanno confermato la gravità delle condizioni dei migranti a bordo. 

Nonostante però 6 Paesi europei si fossero offerti di accogliere gli oltre 100 migranti a bordo dell’imbarcazione, il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, aveva il giorno stesso presentato ricorso contro il TAR del Lazio, bloccando lo sbarco.  

A quel punto, la Open Arms è approdata nella zona di Cala Francese, a poche centinaia di metri dal porto di Lampedusa, e ha mantenuto la propria posizione. 

Tre giorni dopo, il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha proposto ad Open Arms lo sbarco al porto di Algeciras, ad oltre 900 miglia di distanza dalla posizione dell’imbarcazione. La ONG, però, ha rifiutato l’offerta, poiché, viste le condizioni di emergenza in cui vertono le oltre 100 persone a bordo, il tempo di percorrenza per raggiungere la Spagna sarebbe stato troppo. Per tale ragione, secondo Open Arms, i migranti sarebbero dovuti sbarcare a Lampedusa, il porto più vicino. 

Quando è stata resa nota la risposta negativa della nave alla proposta spagnola, Salvini, che aveva accolto quest’ultima con entusiasmo, si era scagliato contro l’equipaggio, definendo la scelta di non recarsi in Spagna come “incredibile e inaccettabile”, e ribadendo che l’Italia non è il “campo profughi dell’Europa”. 

Ad oggi, l’imbarcazione Open Arms è bloccata in mare da 19 giorni senza un porto sicuro in cui approdare. Le condizioni di salute dei migranti a bordo sono in costante peggioramento, così come la loro stabilità psichica, dati i frequenti attacchi di panico, risse e tentativi di suicidio. Secondo quanto dichiarato dalla ONG, alcuni migranti si sono tuffati dall’imbarcazione nel disperato tentativo di raggiungere le coste italiane. Tuttavia, le persone in questione sono state recuperate dal personale di salvataggio e riportate a bordo della nave. Del totale dei migranti a bordo, 27 minori sono stati fatti sbarcare in Italia ed altri 16 sono approdati a Lampedusa per le loro gravi condizioni di salute.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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