Afghanistan: esplosioni nel giorno dell’Indipendenza

Pubblicato il 19 agosto 2019 alle 13:22 in Afghanistan Asia

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Una serie di esplosioni in ristoranti e luoghi pubblici ha colpito l’Afghanistan in occasione del centenario dall’Indipendenza dal Regno Unito, ferendo 123 persone, di cui almeno 20 bambini. 

È quanto accaduto lunedì 19 agosto nella città di Jalalabad, nella provincia orientale del Nangarhar, dove risultano attivi sia l’ISIS sia i talebani. I 14 ordigni che hanno colpito Jalalabad sono stati posizionati nei pressi di un mercato pubblico, dove centinaia di persone si erano recate dopo aver partecipato alle celebrazioni del giorno dell’Indipendenza.  

Simultaneamente, nella città di Mehtralam, nella provincia di Laghman, anch’essa colpita dall’insorgenza dell’ISIS e dei talebani, le celebrazioni del giorno dell’Indipendenza hanno visto l’irruzione di alcuni militanti che hanno colpito alcuni ristoranti con 5 missili “mentre i cittadini pranzavano dopo le celebrazioni ufficiali”, stando alle dichiarazioni del portavoce del governatore della provincia, Assadullah Dawlatzai.  

Nessuna organizzazione terroristica ha, al momento, rivendicato gli attentati nelle città di Jalalabad e Mehtralam.

L’insorgenza dei militanti in Afghanistan è stata oggetto del discorso del Presidente, Ashraf Ghani, rilasciato in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito. Nel suo discorso, Ghani ha chiesto alla comunità internazionale di aiutare l’Aghanistan a colpire i “nidi dei militanti”. In particolare, ha reso noto il presidente afghano, il Paese “continua a lottare contro lo Stato Islamico, dal momento che i talebani hanno eretto le fondamenta per la sua insorgenza”. L’ultimo attentato rivendicato dall’ISIS in Afghanistan risale al sabato precedente, il 17 agosto, quando una bomba è esplosa presso un ricevimento di matrimonio nella capitale afghana, Kabul, uccidendo 63 persone e ferendone 182. 

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, l’ISIS ha fatto la propria comparsa in Afghanistan poco dopo la sconfitta dei militanti in Siria e in Iraq nell’estate del 2014. Gli affiliati afghani dello Stato Islamico si definiscono la “Khorasan Province”, rievocando i territori dell’Afghanistan, dell’Iran e dell’Asia centrale che formavano l’omonima regione ai tempi del Medioevo. Il gruppo di militanti era inizialmente composto da poche persone, principalmente talebani del Pakistan attratti dall’ideologia dell’ISIS. Ad oggi, la Khorasan Province conta migliaia di combattenti, i quali sembrerebbero provenire principalmente dall’Asia centrale, ma anche da Paesi arabi tra cui la Cecenia, l’India e il Bangladesh. Tra i combattenti, anche alcuni uiguri provenienti dalla Cina. La base della Khorasan Province è stata, secondo Al Jazeera, inizialmente nella provincia orientale del Nangarhar, vicino il confine con il Pakistan. Ultimamente, però, secondo quanto affermato da un membro del consiglio della provincia di NangarharAjmal Omar, lo Stato Islamico è presente in 4 province dell’Afghanistan, ovvero in NangarharNuristanKunar e Laghman. 

Parallelamente, in seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante del Paese e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan a partire dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.  

Nel suo discorso tenuto in occasione del giorno dell’Indipendenza, il presidente dell’Afghanistan non ha fatto menzione ai negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani, in base ai quali Washington ritirerà le truppe in Afghanistan in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche. La data immaginata da Trump per il raggiungimento dell’accordo è il primo settembre, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan e in un momento delicato per gli Stati Uniti che si accingono ad entrare in campagna elettorale. 

Lo scorso 8 luglio si è conclusa a Doha la conferenza per la pace in Afghanistan, iniziata il giorno precedente, sotto l’egida di Qatar e Germania. I partecipanti hanno raggiunto un accordo per delineare una road map e intraprendere iniziative volte a portare la pace nel Paese. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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