Siria: autobomba contro forze di sicurezza, 1 morto

Pubblicato il 18 agosto 2019 alle 16:20 in Medio Oriente Siria

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Un’autobomba è esplosa uccidendo un membro delle forze di sicurezza e ferendone altri 2, domenica 18 agosto, a Qamishli, città controllata dai curdi nella Siria nord-orientale.

La notizia è stata divulgata dalle forze di sicurezza governative. L’autobomba ha bersagliato un campo di addestramento che era sorvegliato da membri delle forze di sicurezza locali della Siria settentrionale e orientale, note anche con il nome Asayish.

Qamishli si trova sul confine con la Turchia, ed è parte dell’area nord-orientale della Siria controllata dalle forze a guida turca che hanno combattuto contro lo Stato Islamico a fianco alla coalizione americana.

Lo Stato Islamico aveva recentemente trasmesso un video, lo scorso 11 agosto, in cui dichiarava di voler sferrare nuovi attacchi in Siria, sia contro la coalizione a guida statunitense sia contro gli alleati curdi.

Il video era stato trasmesso su un canale della coalizione dall’applicazione Telegram, e si tratta del secondo videomessaggio sin dalla sua sconfitta in Siria, risalente al mese di marzo scorso. In tale video, il gruppo terroristico si rivolge ai sostenitori di Raqqa, Damasco, Idlib e Aleppo, affermando che la fiamma della battaglia è stata accesa e lo scontro si intensificherà sempre di più. Inoltre, lo Stato Islamico accusa i Paesi della coalizione di aver attratto i suoi avversari, inclusi i curdi, gettandoli tra le fiamme di una feroce guerra che non li vedrà né vincitori né vinti. Tuttavia, a detta dell’ISIS, il sangue dei propri martiri “non sarà invano”.

Il video, della durata di 10 minuti, mostra, inoltre, scene di decapitazioni ed esecuzioni di persone, presentate come combattenti curdi rapiti da estremisti, ed include filmati tratti da report televisivi e testimonianze che confermano che il gruppo non è stato sconfitto ed è ancora presente in Siria. Tra le immagini, ve ne è anche una del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre mostra una cartina con le aree precedentemente nelle mani dell’ISIS, utilizzata per sottolineare la vittoria sul califfato.

Negli ultimi mesi, il gruppo terroristico ha lanciato una serie di attacchi contro le forze curde, in particolare nelle ex roccaforti nella Siria settentrionale e Nord-orientale. L’ultimo attacco dell’ISIS risale al 7 agosto scorso, quando 5 persone, tra cui 3 bambini, sono state uccise a causa dell’esplosione di un’autobomba ad Al-Qahtaniyah, nella provincia siriana di al-Hasakah, situata nel Nord-Est della Siria e controllata dai curdi.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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