Afghanistan: Kabul, bomba Isis a matrimonio sciita, 63 morti e 182 feriti

Pubblicato il 18 agosto 2019 alle 16:00 in Afghanistan Asia

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Una bomba dell’Isis è esplosa, nella sera di sabato 17 agosto, presso un ricevimento di matrimonio nella capitale afghana, Kabul, uccidendo 63 persone e ferendone 182 persone.

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico; i talebani hanno negato ogni responsabilità in merito all’accaduto. La detonazione ha avuto luogo in una sala di ricevimento di nozze, nell’area riservato agli uomini, nella parte occidentale della città. A renderlo noto sono stati alcuni funzionari e i servizi di prima emergenza. Il portavoce del Ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi, ha confermato che vittime e feriti sono civili, tra cui donne e bambini.

Secondo il resoconto di alcuni testimoni, membri della minoranza musulmana sciita stavano celebrando un ricevimento di nozze. Tra le fila del gruppo contrapposto, i sunniti, vi sono sia i talebani sia lo Stato Islamico, ed entrambi in passato hanno preso di mira minoranze sciite Hazara in Afghanistan e nel vicino Pakistan.

Tre settimane prima, un attentatore suicida talebano aveva causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 145, sempre a Kabul ovest, in un attacco che, a detta del governo, aveva destato dubbi circa l’effettivo impegno che il gruppo islamista sta investendo nelle trattative di pace con i funzionari statunitensi.

Tali colloqui, atti a definire un accordo che consenta all’esercito USA di lasciare l’Afghanistan, si sono conclusi lunedì 12 agosto, ma l’intesa sembra ancora lontana. Le parti si sono incontrate in Qatar, a partire dal 3 agosto, per l’ottavo round di negoziati sul ritiro statunitense dall’Afghanistan, che potrà avvenire solo a seguito di un accordo tra talebani e governo afghano per la pace. Gli incontri si sono basati su due richieste: che i talebani accettino la condivisione del potere con il governo afghano e il rispetto del cessate il fuoco.

Da parte loro, gli Stati Uniti chiedono che i talebani non trasformino il Paese in un rifugio sicuro per i gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda. L’inviato USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad, aveva dichiarato che la conclusione di un’intesa “consentirebbe un ritiro delle truppe basato su alcune condizioni”, aggiungendo che “abbiamo compiuto progressi eccellenti”. Al termine dei negoziati, il portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, ha manifestato la promessa che  entrambe le parti consulteranno i propri leader sulle proposte discusse.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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