Cina-Vietnam: continua la disputa sulla nave da ricognizione cinese

Pubblicato il 17 agosto 2019 alle 6:11 in Cina Vietnam

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Il Vietnam ha chiesto alla Cina di rimuovere la sua nave da ricognizione e le sue scorte dalla zona economica esclusiva del Paese. Sarebbe la seconda volta che l’imbarcazione cinese attraversa l’area,  rivendicata da Hanoi. La prima volta vi aveva stazionato un mese, a luglio, infiammando le tensioni tra i due vicini del continente asiatico. 

La nave per indagini geologiche, Haiyang Dizhi 8, era tornata martedì 13 agosto nelle acque circostanti le Isole Spratly e, secondo le autorità di Hanoi, si trova ancora lì. La nave è accompagnata da almeno 5 imbarcazioni della guardia costiera cinese e 2 navi vietnamite seguono da vicino la flotta di Pechino, secondo i dati della Marine Traffic, un sito online che traccia i movimenti delle imbarcazioni.

“Il Vietnam ha preso contatto con la Cina per protestare contro le sue ripetute violazioni e ha chiesto alla Cina di ritirare il gruppo di navi dalle acque vietnamite”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri vietnamita, Le Thi Thu Hang, in una nota. “Il Paese è determinato a proteggere i suoi legittimi interessi nell’area”, ha aggiunto la donna. “Le autorità vietnamite continuano ad adottare misure per esercitare la sovranità, i diritti sovrani e la giurisdizione in conformità con la legge vietnamita e il diritto internazionale”, ha specificato.

L’ impasse ha alimentato il sentimento anti-cinese in Vietnam, dove le precedenti tensioni tra Pechino e Hanoi sulle acque contese hanno scatenato diverse proteste. La scorsa settimana, la polizia ha interrotto una manifestazione fuori dall’ambasciata cinese ad Hanoi per protestare contro le operazioni della nave da ricognizione e delle sue scorte.

Dopo aver lasciato la zona economica esclusiva del Vietnam, il 7 agosto, la nave da ricognizione cinese Haiyang Dizhi 8 aveva attraccato a Fiery Cross Reef, un’isola artificiale controllata dalla Cina e costruita sulla contesa barriera corallina del Mar Cinese Meridionale rivendicata anche da Vietnam e Filippine. Solo poco dopo, il 13 agosto, il Center for Advanced Defense Studies, con sede negli Stati Uniti, aveva comunicato ad Hanoi che la nave era tornata nell’area.

Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha criticato la “coercizione” di Pechino nel Mar Cinese Meridionale durante un incontro con le nazioni del Sud-Est asiatico che si è tenuto a Bangkok, giovedì 1 agosto.

Il Mar Cinese Meridionale è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. Questa, rivendicata in toto da Cina e Taiwan, parzialmente da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno ed è ricca di giacimenti minerari. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino.

La Cina è stata accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, alimentando la rabbia dei Paesi che si contendono il controllo di tali zone. L’area rappresenta una zona di attrito anche tra Pechino e Washington, che ha fortemente criticato la Cina per il suo comportamento aggressivo e ha chiesto che Pechino rispetti libertà di navigazione in questa area.

Washington ha espresso preoccupazione per questo fenomeno, che ha chiamato “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, poiché la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline. La Cina difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando poi che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicini alle isole rivendicate da Pechino.

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Chiara Gentili

di Redazione

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