Yemen: il Consiglio di transizione ad Aden determinato a proseguire

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 12:32 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il cosiddetto Consiglio di transizione meridionale dello Yemen, sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, ha affermato che il proprio obiettivo è ripristinare lo Stato federale indipendente del Sud, verso cui non vi sono altre alternative.

Pertanto, le forze di tale consiglio si sono dette determinate a proseguire con la liberazione del resto della valle di Hadhramaut, Buhan e Mukayri e qualsiasi altra area dei territori meridionali, ancora vittime di “terrorismo e occupazione”.

Inoltre, è stato reso noto che sono stati mobilitati sforzi per gestire le aree meridionali, al momento sotto il controllo delle forze secessioniste, dopo che queste sono riuscite ad insediarsi nella città di Aden, la capitale provvisoria del governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale. Il consiglio ha poi affermato di sostenere le forze di resistenza nazionale contro i ribelli sciiti Houthi, nel Nord dello Yemen. Tuttavia, i separatisti rifiutano qualsiasi presenza militare, proveniente dal Nord, nelle province del Sud.

Aden, situata nel Sud del Paese, sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud. Da un lato, vi sono le brigate per la sicurezza presidenziale mentre, dall’altro, i gruppi armati a sostegno delle forze separatiste locali, oltre a quelle della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti.

Domenica 11 agosto, la coalizione araba a guida saudita è intervenuta militarmente ad Aden a sostegno del governo yemenita, dopo che i separatisti meridionali hanno occupato diverse aree della città portuale, spezzando l’alleanza che si era formata per fronteggiare i ribelli Houthi. In tale occasione, le forze secessioniste sono riuscite a prendere possesso anche del palazzo presidenziale nell’area di Al-Mahaiq.

In tale quadro, un comitato saudita è giunto, giovedì 15 agosto, ad Aden, per monitorare il ritiro delle forze del Consiglio di transizione meridionale dalle posizioni precedentemente occupate. Il fine ultimo è far sì che le forze secessioniste liberino soprattutto le zone del governo centrale yemenita. Secondo quanto riferito da una fonte governativa, tale comitato è composto da diversi militari sauditi che lavoreranno per supervisionare il ritiro delle forze del Consiglio di transizione dal quartier generale e dagli accampamenti militari dell’area.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

In tale quadro, il Ministero degli Esteri yemenita ha annunciato la sospensione delle attività del proprio ufficio ad Aden, a causa della cosiddetta “ribellione armata”, guidata dalle forze secessioniste, contro le istituzioni governative. A tal proposito, il ministero ha incolpato sia il Consiglio di transizione meridionale sia gli Emirati Arabi Uniti per il colpo di Stato verificatosi, e ha chiesto ad Abu Dhabi di porre fine al proprio sostegno verso i ribelli separatisti. Per il ministero, si tratta di un colpo di Stato contro la legittimità, che contraddice lo scopo della presenza della coalizione emiratino-saudita in Yemen, ovvero sostenere il governo contro i ribelli sciiti Houthi e riportare stabilità nel Paese.

 

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.