Russia: bombardieri con capacità nucleari a due passi dagli USA

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 18:46 in Russia USA e Canada

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Il ministero della Difesa russo ha dichiarato, venerdì 16 agosto, che due dei suoi bombardieri strategici TU-160, con capacità nucleari, hanno lasciato un campo d’aviazione di fronte all’Alaska e sarebbero già tornati alla loro base, dopo aver completato gli esercizi di addestramento.

Nella giornata di mercoledì 14 agosto, i media russi avevano riferito che i due bombardieri stavano volando in una regione all’estremo oriente del Paese, proprio a due passi dall’Alaska, per eseguire un’esercitazione che, secondo fonti locali, avrebbe dovuto mostrare le capacità di Mosca di piazzare armi nucleari proprio alle porte degli Stati Uniti.

La notizia giunge in un momento di crescente tensione tra Washington e Mosca in merito al controllo degli armamenti. A inizio mese è stato ufficialmente sospeso il Trattato sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio (INF), firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev. L’accordo prevedeva la distruzione, da parte di entrambi i firmatari, degli arsenali di missili balistici e missili da crociera basati a terra a medio (1000-5500 km) e corto (dai 500 ai 1000 km) raggio, e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro. In seguito alle accuse di continue violazioni russe del trattato, Washington, che aveva annunciato l’uscita unilaterale dall’accordo a inizio anno, ne ha di fatto provocato la sospensione ufficiale il 2 agosto. Anche il presidente russo Vladimir Putin, da parte sua, ha sempre espresso dubbi sul pieno rispetto del trattato da parte degli Stati Uniti e il 7 agosto ha affermato: “La Russia è costretta a prendere atto con dispiacere che l’uscita unilaterale degli USA dal Trattato sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio con pretesti inverosimili e la distruzione di uno dei documenti fondamentali nel controllo degli armamenti ha complicato seriamente la situazione a livello internazionale […]. La responsabilità di ciò che è accaduto grava esclusivamente sulla parte americana. Invece di una discussione ponderata sulle questioni di sicurezza internazionale, Washington ha semplicemente cancellato molti anni di sforzi per ridurre la probabilità di un conflitto militare su larga scala, compreso l’uso di armi nucleari”.

“A nostro avviso le azioni degli USA, che hanno portato alla liquidazione del Trattato sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio, comprometteranno e svaluteranno l’intera struttura di supporto della sicurezza globale, compreso il Trattato sulle armi strategiche e il Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari”, aveva altresì dichiarato Putin 5 giorni dopo la sospensione ufficiale del trattato. Il leader russo ha poi incaricato il Ministero della Difesa, il Ministero degli Esteri e i servizi segreti di monitorare attentamente gli ulteriori passi degli Stati Uniti nello sviluppo, nella produzione e nel dispiegamento di missili a corto e medio raggio. Nel caso trovasse conferma l’informazione secondo cui gli Stati Uniti hanno sviluppato armamenti simili, “la Russia sarà costretta ad avviare lo sviluppo su vasta scala di armamenti analoghi”. 

Martedì 13 agosto, il Cremlino ha sottolineato che, nella gara per sviluppare nuove armi nucleari all’avanguardia, Mosca, al momento, sta molto avanti e si trova nettamente in testa rispetto al suo rivale americano.

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Chiara Gentili

di Redazione

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