Pakistan: esplosione in una moschea vicino Quetta, muore fratello di un leader talebano

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 17:25 in Asia Pakistan

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Un’esplosione in una moschea situata a 25 chilometri dalla città di Quetta, nel Sud-Ovest del Pakistan, ha ucciso 4 persone e ne ha ferite più di 20, venerdì 16 agosto. È quanto ha riferito oggi la polizia, sottolineando che il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare.

“L’esplosione è stata effettuata attraverso un dispositivo a tempo piantato sotto la sedia di legno del capo-preghiera”, ha rivelato il capo della polizia di Quetta, Abdul Razzaq Chmeea. Oltre all’imam della moschea, tra le 4 vittime ci sarebbe anche il fratello del leader talebano Haibatullah Akhundzada, come riportano due autorevoli fonti talebane citate dall’agenzia di stampa Reuters. Il nome del ragazzo era Hafiz Ahmadullah e si trattava del fratello minore del leader del gruppo afghano. “Il numero dei morti nell’esplosione potrebbe aumentare dal momento che alcune delle vittime sono rimaste gravemente ferite”, ha riferito a Reuters Shafqat Janjua, ufficiale della polizia di Quetta.

L’ultimo attentato nella città risale al 30 luglio, quando 5 persone, tra cui 2 poliziotti, sono rimaste uccise e altre 27 sono state ferite da un’esplosione avvenuta nei pressi di una stazione di polizia.

Quetta è la capitale della provincia del Belucistan, tormentata da decenni da un’insurrezione separatista. I militanti di questo movimento di solito attaccano le infrastrutture energetiche e le forze di sicurezza. Nella provincia operano anche militanti sunniti. Questi attaccano solitamente obiettivi chiave del governo e membri della minoranza musulmana sciita.

La violenza nella provincia del Belucistan, al confine con l’Afghanistan e l’Iran, alimenta la preoccupazione per la sicurezza e mette a rischio anche gli investimenti. In particolare, le autorità pakistane sono interessate a mantenere vivo l’accordo per un collegamento energetico che dovrebbe andare dalla Cina occidentale fino al porto meridionale di Gwadar, in Pakistan. Il cosiddetto Corridoio Economico Cina-Pakistan varrebbe circa 60 miliardi di dollari e farebbe parte dell’iniziativa della Nuova via della seta (Belt and Road infrastructure project).

Il 22 febbraio 2017, le autorità di Islamabad avevano lanciato una missione, chiamata Raad-al-Fasad, “eliminazione del caos”, per aumentare gli sforzi contro i terroristi locali. Nell’est del Pakistan, nella zona di Lahore sono stati attivi anche i militanti di al-Qaeda e dell’ISIS. La situazione per quanto riguarda il Pakistan e il terrorismo è molto controversa. A febbraio, l’India ha fatto numerose pressioni affinché il Pakistan sia mantenuto nella lista “grigia” dei Paesi sospettati di finanziare il terrorismo. Nuova Delhi ha chiesto di tenere Islamabad sotto stretto controllo, a seguito dell’attentato avvenuto il 14 febbraio nella contesa regione del Kashmir, dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo armato pakistano islamico Jaish-e-Mohammad. Il Pakistan è sulla lista grigia da giugno 2018. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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