Messico: incendio in una prigione, 3 morti

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 15:05 in America Latina Messico

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Un incendio in una prigione situata in un quartiere orientale di Città del Messico ha ucciso, giovedì 15 agosto, almeno 3 uomini, ferendone altri 7. È quanto hanno dichiarato con una nota le autorità cittadine, specificando che i funzionari stanno ancora lavorando per determinarne le cause. L’episodio è avvenuto nel quartiere di Iztapalapa alle 5.25 di mattina, ora locale. I 3 detenuti uccisi sono stati identificati e rispondono ai nomi di Luis Enrique Tejeda, Mauricio Espindola e Carlos Enrique Perez. I 7 feriti, invece, sono stati portati in ospedale e aspettano di essere sottoposti ai trattamenti necessari in caso di inalazione di fumi. L’ufficio del procuratore generale si sta occupando di indagare accuratamente sull’incidente, ha riferito un portavoce del sistema penitenziario della città.

Il distretto sudorientale di Iztapalapa è entrato nell’occhio della stampa anche per un’altra questione, relativa alle condizioni riportate nei centri di detenzione e internamento dei migranti, in particolare minori. Secondo le descrizioni degli stessi detenuti e le segnalazioni delle ONG, è emerso che i bambini sono rinchiusi in stanze con brande di cemento e materassi, da cui molti escono con infezioni per cimici, pustole, diarrea e tonsillite. Alcuni dormono nei corridoi, stipati con un altro centinaio provenienti dall’America Centrale, dall’Asia e dall’Africa con alle spalle un passato di violenza, privazioni e traumi. Possono vedere i genitori solo tre volte a settimana per quindici minuti. Tre pasti al giorno, un cortile e un televisore sono il loro mondo durante quei giorni o mesi.

Il centro di Iztapalapa condivide con altri centri di detenzione del Paese un precedente di denunce per sovraffollamento e per trattamento disumano. Tuttavia, continua ad accogliere i minori detenuti in Messico, più di 33.100 nel 2019, sotto il Governo di Andrés Manuel López Obrador, che ha rafforzato il controllo migratorio a seguito dell’accordo firmato a giugno con gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la questione della sicurezza e il livello di criminalità, due temi caldi per la storia politica del Messico, negli ultimi anni una grande ondata di violenza ha colpito il Paese. Ciò è riconducibile, in gran parte, alle lotte tra cartelli, o addirittura tra fazioni rivali di uno stesso cartello, per il controllo del transito di droga verso gli Stati Uniti. Nel 2018, il Messico ha registrato un numero record di omicidi. Il Ministero della Sicurezza ne ha riportati più di 33mila. Questa cifra ha battuto il record registrato l’anno precedente, quando gli omicidi sono stati circa 31mila.

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Chiara Gentili

di Redazione

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