Kashmir: fuoco indiano uccide un altro soldato pakistano

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 10:11 in India Pakistan

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L’esercito pakistano ha dichiarato che le truppe indiane hanno sparato lungo la linea di controllo (LoC) che divide la regione del Kashmir, uccidendo un soldato. Il bilancio delle vittime sale quindi a 6, in meno di 24 ore.

In un post su Twitter, il 16 agosto, il portavoce dell’esercito pakistano, il generale Asif Ghafoor, ha dichiarato che “un altro coraggioso figlio della patria ha perso la vita in servizio” nella città di Buttal. In una dichiarazione, l’esercito indiano ha affermato che dalle 7:00 del mattino circa il Pakistan ha violato il cessate il fuoco tra le due nazioni lungo la linea di controllo tra i due Paesi. 

Giovedì 15 agosto, il Pakistan aveva riferito che almeno 3 dei suoi soldati e 5 soldati indiani erano morti, insieme a 2 civili, a seguito di uno scambio a fuoco trans-frontaliero. Tuttavia, Nuova Delhi ha negato l’accaduto e ha dichiarato che le sue forze armate non hanno subito alcuna perdita. 

L’accaduto giunge dopo giorni caratterizzati da continue tensioni, dovute alla decisione dell’India di revocare lo status speciale per l’area del Kashmir amministrata da Nuova Delhi. In particolare, la fine dell’autonomia del Kashmir è stata imposta il 5 agosto dopo che, il 2 agosto, le forze di sicurezza indiane avevano rivelato di aver sventato un attentato contro un pellegrinaggio Hindu nella regione del Kashmir. L’attacco, secondo le autorità, era stato pianificato da alcuni militanti supportati dall’esercito del Pakistan. 

Secondo quanto rivelato dall’esercito, il governo di Nuova Delhi aveva ricevuto dall’intelligence del Paese diversi report in cui si evidenziava il rischio di una serie di attacchi presso i sentieri utilizzati da centinaia di pellegrini Hindu, che ogni anno si dirigono verso il luogo sacro di Amarnath. Le forze armate avevano, quindi, condotto diverse incursioni, a seguito delle quali hanno recuperato alcuni armamenti che riportavano il marchio di fabbricazione del Pakistan. Tra questi, mine, munizioni, esplosivi e armi.

Al momento, privato della propria autonomia, il Kashmir vive da 11 giorni in una condizione di isolamento dal resto del mondo, dopo l’imposizione di un coprifuoco e del blocco delle reti telefoniche e internet. 

Nella stessa giornata, il 15 agosto, il Pakistan ha deciso di osservare un “giorno nero”, in concomitanza con le celebrazioni della festa dell’indipendenza in India. La decisione dell’India di revocare lo status speciale per la propria parte del Kashmir, ed il conseguente blackout, ha causato l’ira del Pakistan, che ha tagliato i collegamenti commerciali e per il trasporto ed espulso l’inviato dell’India per rappresaglia.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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