Iran: la petroliera Grace 1 è pronta a salpare

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 11:26 in Iran UK

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La televisione di Stato iraniana ha reso noto, venerdì 16 agosto, che la petroliera Grace 1, sequestrata dalle autorità di Gibilterra, è pronta a salpare verso il Mediterraneo.

Secondo quanto dichiarato, Gibilterra ha deciso di rilasciare tale petroliera iraniana, battente bandiera panamense, dopo che, il 4 luglio scorso, era stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale dell’area, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere motivazioni ragionevoli per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea.

Il 16 agosto, il vicedirettore dell’ente iraniano per i porti e la navigazione marittima, Jalal Eslami, ha affermato che la petroliera, su richiesta del proprietario, non ancora identificato, si dirigerà verso il Mar Mediterraneo, dopo le procedure di preparazione ed il rifornimento di carburante. L’imbarcazione, con a bordo un equipaggio di 25 membri, sventola una nuova bandiera, questa volta iraniana, ed ha un nuovo nome, Adrian Daria.

È del 15 agosto la decisione, da parte di Gibilterra, di rilasciare Grace 1. Tuttavia, non era stata specificata la data esatta e non era chiaro se avesse avuto effettivamente il permesso di navigare, dopo che gli Stati Uniti avevano chiesto di detenerla ancora. Tale tentativo di Washington è stato descritto da Teheran come un atto di pirateria.

Il giudice supremo Anthony Dudley ha affermato che, dal momento che l’Iran ha garantito per iscritto che Grace 1 non si era mai diretta verso un membro sanzionato dall’UE, non vi sono più motivi ragionevoli per sospettare che sia necessaria la detenzione della nave. Il giudice ha inoltre dichiarato che da parte statunitense non è giunta alcuna richiesta.

Da parte sua, il Regno Unito ha commentato l’accaduto, affermando che l’Iran deve attenersi a quanto dichiarato, promettendo che Grace 1 non viaggerà in Siria. Londra si è altresì detta determinata a contrastare chiunque tenti di aggirare le sanzioni dell’Unione Europea, in particolare quando si tratta di regimi che hanno impiegato armi chimiche contro la propria popolazione.

L’Iran aveva risposto alla detenzione della propria petroliera con la stessa moneta, sequestrando la petroliera britannica Stena Impero e tutto il suo equipaggio, avvenuto nello stretto di Hormuz il 19 luglio scorso. Tale imbarcazione si stava dirigendo verso un porto dell’Arabia Saudita, quando ha improvvisamente cambiato rotta, subito dopo aver superato lo Stretto di Hormuz. Il motivo della confisca è da collegarsi alla mancata aderenza alle leggi marittime internazionali. 

Le due petroliere sono divenute motivo di pressione e tensione nelle ultime settimane, inasprendo maggiormente la crisi tra Iran e Occidente, e il loro destino è collegato ai contrasti diplomatici con le principali potenze dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. L’area al centro di tali tensioni è il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz.

Tra le ultime mosse, Washington ha promosso la creazione di una “missione navale” nel Golfo, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’area e soprattutto dello Stretto di Hormuz. Per gli USA, tale coalizione rappresenterà altresì un modo per affrontare la minaccia iraniana in un’area strategica. Sia il Regno Unito sia Israele hanno reso noto la loro partecipazione. A tal proposito, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif ha, invece, sottolineato che qualsiasi presenza navale e ingerenza estera nel Golfo, di Paesi al di fuori della regione, rappresenta una “fonte di insicurezza” per l’Iran e che, pertanto, Teheran agirà di conseguenza per preservare la propria stabilità.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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