Afghanistan: dubbi sulla tenuta del governo in caso di ritiro USA

Pubblicato il 16 agosto 2019 alle 12:40 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader del partito Hizb-e-Islami, in corsa per la presidenza del Paese, ha affermato che il governo in carica è “debole” e “collasserà” se le forze USA lasceranno l’Afghanistan. Intanto, Donald Trump incontrerà, il 16 agosto, i propri consiglieri sulla sicurezza nazionale per discutere della pace con i talebani

Gulbuddin Hekmatyar si è rivolto a un gruppo di suoi sostenitori durante un incontro della campagna elettorale, tenutosi nella sua residenza a Kabul. Il candidato ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno cercando un governo stabile, che rimarrà in piedi dopo che Washington avrà ritirato le proprie truppe. “Non vi è alcun dubbio sul ritiro delle forze statunitensi. Lasceranno sicuramente il Paese”, ha dichiarato Hekmatyar. “Il governo in carica non resisterà nemmeno qualche settimana dopo il ritiro delle forze USA”, ha poi aggiunto.

Hekmatyar ha collegato la situazione attuale a quella dei primi anni ’90 in Afghanistan quando le truppe dell’URSS hanno lasciato il Paese e l’ex presidente Najibullah sull’orlo del collasso. Il candidato ha poi invitato i capi del governo a evitare di creare ostacoli sulla via della pace. “La pace sta arrivando e nessuno può creare una barriera sulla sua strada. Gli afgani vogliono la pace. Sosteniamo tutti i progressi in questo processo “, ha affermato. Hekmatyar ha sottolineato poi che almeno un milione di afgani hanno perso la vita durante la guerra, negli ultimi 18 anni, ribadendo la “profondità del danno” che tali violenze hanno causato all’Afghanistan. In tale contesto, le forze statunitensi e della NATO hanno “fallito” nel garantire sicurezza e stabilità in Afghanistan, secondo il candidato.

Hekmatyar ha poi affermato che le imminenti elezioni presidenziali potrebbero essere rinviate. Ma ha aggiunto che continuerà la sua campagna elettorale. Washington avrebbe voluto concludere un accordo di pace con i talebani entro la fine del mese di agosto, in vista proprio delle elezioni presidenziali in Afghanistan, che dovrebbero tenersi il 28 settembre. Tuttavia, i colloqui per la definizione di un’intesa che consenta all’esercito USA di lasciare l’Afghanistan si sono conclusi lunedì 12 agosto, ma l’accordo sembra ancora lontano. Le parti si sono incontrate in Qatar, a partire dal 3 agosto, per l’ottavo round di negoziati sul ritiro statunitense dall’Afghanistan. 

Gli incontri si sono basati su tre richieste: che i talebani accettino la condivisione del potere con il governo afghano, il rispetto del cessate il fuoco e che i militanti non trasformino il Paese in un rifugio sicuro per i gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda. L’inviato USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad aveva dichiarato che la conclusione di un’intesa “consentirebbe un ritiro delle truppe basato su alcune condizioni”, aggiungendo che “abbiamo compiuto progressi eccellenti”.

In tale contesto, gli Stati Uniti stanno preparando un’ulteriore riduzione del personale militare USA in Afghanistan. Il numero si ridurrebbe dagli attuali 14.000 soldati a circa 9.000. Tale diminuzione risulterebbe gradita ai talebani, che chiedono il ritiro completo di tutte le forze straniere. A seguito del ridimensionamento delle truppe americane i militanti dell’organizzazione jihadista afghana si sono impegnati ad avviare le negoziazioni di un accordo di pace con il governo, al rispetto di una tregua nelle violenze e alla rinuncia ai rapporti con Al-Qaeda. La proposta è il risultato di mesi di colloqui tra i talebani e Zalmay Khalilzad. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.