Venezuela: delegazione norvegese arriva a Caracas per rilanciare il dialogo

Pubblicato il 15 agosto 2019 alle 6:32 in Norvegia Venezuela

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Una delegazione del governo norvegese è arrivata in Venezuela per incitare alla ripresa dei colloqui tra l’esecutivo del presidente Nicolas Maduro e l’opposizione parlamentare guidata da Juan Guaido. Lo hanno rivelato alcune fonti locali, riportate dall’agenzia di stampa Reuters, mercoledì 14 agosto. Tuttavia, né il Ministero dell’Informazione venezuelano né il Ministero degli Esteri norvegese hanno rilasciato commenti in merito alla notizia. Due fonti, però, hanno reso noto che l’arrivo della delegazione di Oslo è avvenuto martedì 13 agosto e i diplomatici parleranno nei prossimi giorni sia con l’opposizione sia con il governo per tentare di riaprire i negoziati e risolvere la situazione di stallo.

L’8 agosto, Maduro aveva annunciato il ritiro della sua delegazione dal processo di dialogo sponsorizzato dalla Norvegia, in risposta alle sanzioni annunciate dal presidente americano Donald Trump. I colloqui erano stati fissati per l’8 e il 9 agosto ma Maduro aveva deciso all’ultimo momento di non inviare i suoi delegati in seguito all’avvertimento americano sul possibile congelamento dei beni del governo venezuelano negli Stati Uniti. I colloqui tra il governo di Maduro e l’opposizione di Guaido erano iniziati a maggio, ad Oslo, con la mediazione della Norvegia. Successivamente, a luglio era stato annunciato che sarebbero proseguiti alle Barbados, dove erano stati previsti incontri settimanali per trovare soluzioni pacifiche alla crisi politica ed economica del Paese.

La posizione USA che, nel corso di un vertice del Gruppo di Lima il 6 giugno in Perù, era stata confermata da John Bolton, è contraria a ogni negoziato. “Il momento di agire è arrivato, non è necessario rischiare interessi commerciali con un regime morente”, aveva dichiarato Bolton. La decisione statunitense di congelare i beni del governo di Caracas in territorio nordamericano e di sanzionare i Paesi terzi che commercino con il governo di Maduro è stata criticata sia dall’UE sia da Mosca, la quale  ha condannato le sanzioni e ribadito che continuerà a sostenere “l’unico presidente legittimo del Venezuela, Nicolás Maduro”.

La crisi nel Paese va avanti da gennaio, quando Juan Guaido è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e Guaido si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Altri tentativi di golpe si sono susseguiti, ma senza successo. Questa azione è stata appoggiata da un totale di 54 Paesi, in primis dagli Stati Uniti. Maduro, che rimane saldamente presidente del Paese, è sostenuto invece da diversi paesi tra cui spiccano Russia, Cuba, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua.

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Chiara Gentili

di Redazione

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