Regno Unito: il piano di Corbyn contro una “no deal” Brexit

Pubblicato il 15 agosto 2019 alle 10:56 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader dell’opposizione britannica, Jeremy Corbyn, ha delineato un proprio piano per evitare che il Regno Unito esca dall’Unione Europea senza accordo.

Il primo passo consiste nel partecipare a elezioni in qualità di leader di un governo ad interim, “dal tempo strettamente limitato”, dopo un eventuale voto di sfiducia al governo dell’attuale primo ministro, Boris Johnson. Ottenuta la sfiducia del governo, Corbyn, leader del partito laburista, avrebbe in programma di ritardare la Brexit, convocare elezioni anticipate ed intraprendere una campagna per un secondo referendum, in cui i cittadini britannici avranno nuovamente la possibilità di scegliere di far parte dell’UE. Al momento, la scadenza fissata da Bruxelles per la Brexit è il 31 ottobre prossimo.

Corbyn ha esposto il suo piano mercoledì 14 agosto, in una lettera indirizzata ai leader dell’opposizione di Westminster e ai principali membri conservatori, tra cui Dominic Grieve e Sir Oliver Letwin. Tale proposta giunge in un clima di preoccupazione di fronte alla possibilità di una Brexit “caotica e dannosa”, considerato che il primo ministro Johnson è disposto a lasciare l’Unione Europea anche senza accordo.

Per Corbyn, il governo attuale non ha ricevuto alcun mandato per realizzare una Brexit senza accordo, così come ciò non era previsto dal referendum del 2016. Pertanto, il leader labourista si è detto disposto a presentare un voto di sfiducia, non appena sarà sicuro che questo vada a buon fine. La sua speranza è che si ponga fine all’incertezza e allo scompiglio.

In risposta alla lettera di Corbyn, un portavoce del governo ha dichiarato: “La scelta è evidente: o Jeremy Corbyn come primo ministro che annullerà il referendum e rovinerà l’economia, oppure Boris Johnson come primo ministro che rispetterà il referendum e offrirà più denaro per la sanità e più forze dell’ordine nelle strade.” A detta del portavoce, per il governo attuale i cittadini vengono considerati dei padroni, le cui scelte ed i cui voti devono essere rispettati. Dall’altro lato, un eventuale governo labourista vedrebbe i britannici come servitori, i cui voti possono essere cancellati, nel caso in cui non piacciano alle forze politiche in carica.

Il nuovo leader del partito liberal-democratico pro-UE, Jo Swinson, ha definito la proposta di Corbyn un “nonsense”, affermando che Jeremy Corbyn non sarà una persona in grado di costituire una maggioranza, anche temporanea, in Parlamento e che persone del suo stesso partito potrebbero non appoggiarlo.

Dal canto suo, il premier Boris Johnson continua a rifiutare negoziazioni con Bruxelles, fino a quando questa non accetterà di modificare l’accordo di uscita, delineato con il suo predecessore, Theresa May. Bruxelles, però, ha affermato che non rinegozierà. Tale fase di impasse lascia il Regno Unito sulla strada per un’uscita senza accordo, a meno che il Parlamento non freni tale decisione.

I deputati britannici rientreranno, dalla pausa estiva, il 3 settembre, riunendosi nel palazzo di Westminster per affrontare la sfida Brexit, che determinerà le sorti della quinta maggiore economia a livello mondiale. Per alcuni analisti, lo scenario non è particolarmente ottimista. Qualsiasi maggioranza sarebbe instabile, composta da legislatori di diversi partiti che sono ideologicamente contrari, tranne quando si tratta di fermare una Brexit senza affare. Secondo il direttore del programma Brexit, Joe Owen, anche se si riuscisse a riunire la maggioranza, il margine di manovra è limitato e il tempo sta per scadere.

Di fronte a tale scenario, il 1° agosto scorso , la Gran Bretagna ha confermato i preparativi in caso di uscita dall’Unione Europea senza accordo. Londra prevede di spendere 2,1 miliardi di sterline per accumulare medicine, assumere più funzionari di frontiera e finanziare una delle più grandi campagne pubblicitarie in tempo di pace.

Il governo ha stanziato in totale 6,3 miliardi di sterline per prepararsi a tale evento. Il nuovo ministro delle Finanze, Sajid Javid, ha altresì affermato che è prevista l’assunzione di più personale statale per far fronte a un aumento delle domande di passaporto e per migliorare le infrastrutture portuali inglesi.

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.