Open Arms: dopo l’approdo, possibile ridistribuzione dei migranti tra Spagna, Francia e Germania

Pubblicato il 15 agosto 2019 alle 12:19 in Immigrazione Italia Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La nave di salvataggio Open Arms è giunta a Lampedusa nelle prime ore del 15 agosto. Nella stessa giornata, la Spagna annuncia di poter farsi carico di una percentuale dei migranti a bordo. Favorevoli anche Francia e Germania.

L’imbarcazione della ONG spagnola, con 147 migranti a bordo, era bloccata in mare da 14 giorni senza un porto sicuro in cui approdare. I migranti sono stati salvati in mare dopo aver tentato la pericolosa traversata dalla Libia. Il 14 agosto, il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha sospeso il divieto di ingresso, precedentemente firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, alla luce della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza, e consentendo l’ingresso della nave in acque italiane.

La Open Arms è approdata all’alba del 15 agosto nella zona di Cala Francese, a poche centinaia di metri dal porto di Lampedusa. Il personale della Capitaneria di porto, della Guardia di Finanza e i medici del Cisom si sono occupati delle operazioni di ispezione. Anche il veliero Astral, nave aggiuntiva di Open Arms, è giunto nell’isola.

Nella stessa giornata del 15 agosto, da Madrid arriva la notizia di un cambio nella propria politica e della volontà del governo di accogliere il 10% dei 147 migranti a bordo dell’imbarcazione, battente bandiera spagnola. Fino ad ora, la Spagna aveva desistito da una tale mossa, perché già alle prese con una forte pressione migratoria, proveniente dal Marocco. Tuttavia, il deteriorarsi delle condizioni a bordo della nave e il fatto che questa sia gestita da un gruppo no profit spagnolo, Proactiva Open Arms, ha spinto il Paese a considerare l’idea di accogliere parte dei migranti. Circa 16 sono già stati fatti sbarcare in Italia per motivi medici.

Tre fonti governative hanno confermato tale intenzione, che probabilmente verrà presto concretizzata nel quadro di un accordo europeo, con la partecipazione di altri Paesi. Sebbene non siano stati rivelati i dettagli, l’idea alla base dell’accordo è che i richiedenti asilo vengano distribuiti in almeno 10 Stati membri UE. La Spagna ne potrà accogliere circa il 10%.

Il governo del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchéz, membro del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), si è detto disposto ad accettare di partecipare a un programma per la ripartizione dei migranti, coordinato dalla Commissione Europea. Anche Francia e Germania hanno confermato di essere in contatto con le istituzioni dell’UE, per provare a risolvere gli ultimi fenomeni legati alla crisi migratoria.

“Speriamo che le due navi private di salvataggio, la Open Arms e la Ocean Viking, possano presto approdare in un porto con le persone che hanno salvato in mare”, ha detto un portavoce del governo tedesco a El Paìs. “Affinchè ciò sia possibile, la Germania è disposta, in entrambi i casi, a partecipare ancora una volta a una soluzione di ripartizione a livello europeo”. Il piano spagnolo considera solo l’Open Arms ma non l’Ocean Viking, ferma in mare con oltre 350 persone a bordo.

Sebbene l’amministrazione Sanchez avesse inizialmente adottato un atteggiamento di apertura, accogliendo unilateralmente centinaia di migranti, respinti dall’Italia, tale politica è cambiata nell’ultimo anno. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, si è lamentato ripetutamente a Bruxelles del fatto che i migranti che arrivano attraverso la rotta del Mediterraneo centrale non possono non essere distribuiti in tutta l’UE, mentre ci si aspetta che la Spagna si occupi da sola di tutti gli arrivi provenienti dalla rotta occidentale.

Il cambiamento nella polita spagnola è stato favorito altresì dalle pressioni interne e dagli inviti provenienti dalle autorità regionali e municipali spagnole e da diverse organizzazioni umanitarie. Una delle ultime volte in cui la Spagna si è trovata in una situazione simile risale al mese di dicembre 2018, quando decine di migranti furono tratti in salvo da un peschereccio spagnolo, Nuestra Madre Loreto. Le autorità spagnole avevano dapprima incaricato il capitano di riportare i migranti in Libia, ma alla fine la nave attraccò a Malta con la consapevolezza che la Spagna li avrebbe accolti. Solo pochi giorni dopo, la Open Arms giunse nel porto spagnolo di Algeciras, con 300 migranti tratti in salvo, e non vi fu alcuna ridistribuzione tra i paesi dell’UE. Da allora, Madrid ha rifiutato di farsi carico di altri migranti soccorsi sulla rotta “italiana”.

 

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.