La Turchia invia droni nell’area sicura siriana

Pubblicato il 15 agosto 2019 alle 6:15 in Siria Turchia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministero della Difesa turco ha reso noto, mercoledì 14 agosto, il lancio di droni verso il Nord della Siria, nel quadro degli sforzi volti a stabilire una “zona sicura”, di comune accordo con gli Stati Uniti.

L’accordo per l’istituzione della cosiddetta safe zone, da porsi al confine tra Siria e Turchia, è stato siglato lo scorso 7 agosto, dopo 3 giorni di intensi negoziati tra funzionari turchi e statunitensi, tenutisi ad Ankara. Con il comunicato del 14 agosto, la Turchia ha dichiarato di stare continuando a profondere sforzi nell’ambito della creazione di un centro operativo, con sede a Şanlıurfa, nel Sud-Est della Turchia. Tra le prime mosse vi è quello dell’invio di droni nel Nord della Siria, da parte turca. Una delegazione americana è, invece, arrivata, sempre a Saliurfa, il 12 agosto, per dare avvio ai lavori preliminari di preparazione.

La Turchia ha sottolineato la propria disponibilità a muoversi anche unilateralmente per creare tale “zona sicura” nel Nord della Siria. A tal proposito, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che Ankara non permetterà alcun ritardo o stallo nella creazione di quest’area.

A detta delle delegazioni di entrambi i Paesi, la zona sicura diventerà un” corridoio di pace”. Queste hanno, inoltre, concordato su una “rapida attuazione delle misure iniziali per far fronte ai problemi di sicurezza della Turchia”. “Ogni sforzo deve essere fatto affinché i siriani sfollati possano tornare nel loro Paese”, si legge nella dichiarazione congiunta.

Al momento, la delegazione americana sta lavorando sotto la supervisione delle forze turche guidate dal terzo reggimento di frontiera. In una dichiarazione ai giornalisti al confine, il sindaco della zona, Mohammad Yashkin Kaya, ha sottolineato l’importanza di istituire una “zona sicura”, affermando di non aver ancora mai ricevuto, sino ad ora, segnali da parte di altri Paesi occidentali, considerati amici. Questi, a detta del sindaco, provocano una situazione di stallo. Secondo il sindaco, inoltre, la Turchia è determinata a continuare e lo farà affiancata dagli Stati Uniti, o da sola.

L’accordo USA-Turchia, secondo fonti turche, deriva dalla preoccupazione di Washington di una seria azione militare unilaterale turca. Nonostante l’arrivo degli inviati americani e dei droni turchi, sono ancora sconosciuti diversi dettagli importanti sulla realizzazione della zona, come la sua estensione e la struttura del commando congiunto che dovrà operare nell’area. Probabilmente, gli USA invieranno 90 soldati e le attività vere e proprie del centro avranno inizio nel mese di settembre.

Washington e Ankara, prima dell’accordo, hanno discusso a lungo sul piano da attuare nel Nord-Est della Siria, dove le forze americane hanno combattuto una dura guerra contro l’Isis a fianco delle People’s Protection Units curde, parte delle Syrian Democratic Forces, considerate da Ankara un’organizzazione terroristica. Anche gli altri alleati della NATO sono concordi nella creazione di una zona sicura nel Paese, dopo che i soldati americani si sono ritirati da quelle regioni della Siria, nel dicembre 2018. I membri dell’Alleanza Atlantica ritengono che l’area dovrebbe liberata dai curdi ma anche controllata dalle forze NATO.

In tale quadro, il 4 agosto, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che Ankara avvierà un’operazione militare in un’area controllata dai curdi a Est del fiume Eufrate, nella Siria settentrionale. Erdogan ha altresì specificato che si tratterà della terza operazione avviata dalla Turchia all’interno dei confini siriani negli ultimi 3 anni, volta a mandar via le milizie curde dalle zone limitrofe ai confini turchi. “Siamo entrati ad Afrin, a Jarablus, e Al-Bab. Adesso entreremo a est dell’Eufrate”, ha annunciato Erdogan. Dal canto loro, tuttavia, gli Stati Uniti hanno condannato la campagna militare turca in Siria definendola inaccettabile e promettendo di intensificare gli sforzi diplomatici con Ankara.

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.