Somalia: attentato contro base militare, Al Shabaab rivendica

Pubblicato il 14 agosto 2019 alle 14:03 in Africa Somalia

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Una base militare del governo somalo è stata attaccata, mercoledì 14 agosto, con autobombe e colpi di pistola, in un attentato che è stato immediatamente rivendicato dall’affiliato di Al Qaeda a Mogadiscio, Al Shabaab. L’offensiva è avvenuta verso metà mattinata nella regione meridionale del Basso Scebeli, in un distretto agricolo chiamato Awdhigle, 70 chilometri a Sud-Ovest della capitale.

“Abbiamo sentito due grandi esplosioni e i rumori di una sparatoria che provenivano dalla base militare della zona. Abbiamo visto diversi soldati scappare ma non sappiamo quanti siano rimasti uccisi”, ha riferito una fonte locale all’agenzia di stampa Reuters. Secondo Al Shabaab, invece, i morti sarebbero 50, tutti uomini del personale militare. Due combattenti dell’organizzazione sarebbero anch’essi rimasti uccisi nell’attentato. “Due mujaheddin alla guida di due macchine cariche di esplosivo sono entrati oggi, , uno dopo l’altro,  nella base somala del distretto di Awdhigle. Abbiamo ucciso 50 soldati del governo e bruciato i loro veicoli”, ha dichiarato Abdiasis Abu Musab, portavoce delle operazioni militari di Shabaab. Il governo di Mogadiscio non ha rilasciato commenti sulla vicenda e il numero dei morti non è ancora stato confermato ufficialmente. Spesso, però, membri dell’organizzazione terroristica e funzionari governativi tendono a rilasciare bilanci di gran lunga differenti sull’esatto numero di vittime degli attentati.

L’ultimo attentato rivendicato da Al Shabaab si era verificato il 24 luglio ed era stato compiuto per mano di una kamikaze donna. Nell’offensiva, oltre alle 11 vittime, aveva perso la vita anche il sindaco della capitale, Abdirahman Abdi Omar Osman Yarisow.

Il gruppo è solito compiere operazioni di questo tipo e il suo bersaglio principale è proprio il governo di Mogadiscio, che mira a rovesciare.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad Al Qaeda. Il gruppo, il più pericoloso del Corno d’Africa,  punta a destituire il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per i terroristi in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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