Open Arms: via libera all’ingresso in acque italiane, la nave si dirige a Lampedusa

Pubblicato il 14 agosto 2019 alle 19:53 in Immigrazione Italia

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Il Tar del Lazio ha dato il via libera all’ingresso in acque italiane della nave di salvataggio Open Arms, sospendendo il divieto di sbarco e scatenando, con questa decisione, l’ira del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

L’imbarcazione della ONG spagnola, con 147 persone a bordo, era bloccata in mare da 14 giorni senza un porto sicuro cui approdare. Al momento, dopo la sospensione del divieto di ingresso decisa dal Tar, la nave è in viaggio verso Lampedusa, dove sarà effettuato il soccorso dei migranti. “Alla luce della documentazione prodotta (rapporti medici e relazioni psicologiche) e della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza, si giustifica la concessione della richiesta per consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi prestare immediata assistenza alle persone maggiormente bisognevoli”, ha dichiarato il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dalla ONG.

Il divieto di ingresso in acque italiane era stato firmato dal ministro dell’Interno Salvini, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, e da quello della Difesa, Elisabetta Trenta, sulla scorta del cosiddetto decreto sicurezza bis. Tuttavia, con una decisione senza precedenti, nella giornata di mercoledì 14 agosto, il Tar del Lazio ha decretato la sospensione del divieto e ha concesso alla nave l’ingresso in acque italiane. A comunicarlo è stata la stessa Open Arms, che aveva presentato un esposto d’urgenza martedì 13. “Il Tar ha riconosciuto la violazione delle norme di diritto internazionale in materia di soccorso e la situazione di eccezionale gravità e urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi”, ha sottolineato la ONG spagnola.

La risposta del Viminale è stata immediata. Il ministro Salvini ha assicurato che farà ricorso urgente al Consiglio di Stato e si è detto pronto a firmare un nuovo provvedimento di interdizione sostenendo che Open Arms ha condotto una serie di ulteriori azioni oltre a quelle di salvataggio dei migranti. “Si è trattenuta in acque Sar (search and rescue) libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”, ha commentato Salvini. “C’è un disegno per tornare indietro e aprire i porti italiani, per trasformare il nostro Paese nel campo profughi d’Europa. Ma io non torno indietro”, ha aggiunto il ministro dell’Interno. Da parte sua, invece, il ministro della Difesa Trenta ha disposto l’immediato trasferimento dei 32 minori su una nave della marina militare in affiancamento alla Open Arms. In mattinata, anche il premier Giuseppe Conte aveva chiesto di far sbarcare tutti i minori.

Ancora senza autorizzazione a sbarcare resta invece l’altra imbarcazione, bloccata in mare da giorni insieme alla Open Arms, ovvero la Ocean Viking, gestita da Medici Senza Frontiere e dalla ONG SOS Mediterranee. La nave aveva salvato 81 persone, domenica 11 agosto, e altre 105, lunedì 12 agosto, per un totale di 356 persone.

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Chiara Gentili

di Redazione

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