Mar Cinese Meridionale: nave di Pechino torna nelle acque del Vietnam

Pubblicato il 14 agosto 2019 alle 11:21 in Cina Vietnam

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Una nave da ricognizione cinese è entrata nuovamente nelle acque del Mar Cinese Meridionale controllate dal Vietnam. L’imbarcazione aveva già passato un mese in tale area, infiammando le tensioni tra Pechino e Hanoi. 

La nave per le indagini geologiche, Haiyang Dizhi 8, è entrata nelle acque circostanti le Isole Spratly, rivendicate dal Vietnam. Da parte sua, Hanoi aveva comunicato che la nave di Pechino aveva abbandonato l’area, ma questa ha poi fatto ritorno, martedì 13 agosto, secondo il Center for Advanced Defense Studies, con sede negli Stati Uniti. L’imbarcazione è poi rimasta nell’area nella mattinata di mercoledì 14 agosto. La nave è accompagnata da almeno due altre imbarcazioni della guardia costiera cinese. Inoltre, numerose navi vietnamite seguono da vicino la flotta di Pechino.

La Cina è stata accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, alimentando la rabbia dei Paesi che si contendono il controllo di tali zone. L’area rappresenta una zona di attrito anche tra Pechino e Washington, che ha fortemente criticato la Cina per il suo comportamento aggressivo e ha chiesto che Pechino rispetti libertà di navigazione in questa area.

Il Mar Cinese Meridionale è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. Questa, rivendicata in toto da Cina e Taiwan, parzialmente da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno ed è ricca di giacimenti minerari. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino.

Washington ha espresso preoccupazione per questo fenomeno, che ha chiamato “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, poiché la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline. La Cina difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando poi che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicini alle isole rivendicate da Pechino.

Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha criticato la “coercizione” di Pechino nel Mar Cinese Meridionale durante un incontro con le nazioni del Sud-Est asiatico che si è tenuto a Bangkok, giovedì 1 agosto. Inoltre, Pompeo ha chiesto ai rappresentanti delle nazioni presenti di “pronunciarsi contro la coercizione cinese nel Mar Cinese Meridionale, a sostenere il ritorno volontario sicuro e dignitoso dei Rohingya nella loro terra natale, e a confrontarsi Aggressione iraniana”. Le relazioni diplomatiche tra Pechino e Washington sono diventate più tese a causa della guerra commerciale tra i due Paesi, ma anche del sostegno degli Stati Uniti a Taiwan.

Gli USA sono presenti nel Mar Cinese Meridionale per sfidare l’egemonia di Pechino sull’area, con pattuglie statunitensi che transitano per tale zona, per sottolineare la libertà di navigazione. Il Mar Cinese Meridionale è una regione fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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