Libano: petrolio iraniano trasportato segretamente in Siria

Pubblicato il 14 agosto 2019 alle 12:05 in Iran Libano

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Alcuni registri commerciali libanesi e dati di localizzazione di navi mostrano che due compagnie, con sede in Libano, possiedono e gestiscono petroliere che trasportano segretamente greggio iraniano nel Mediterraneo orientale, con destinazione Siria.

A rivelarlo è altresì il sito TankerTrackers.com, di proprietà statunitense e volto a controllare le spedizioni ed il trasporto di petrolio iraniano. Sebbene non vi sia alcun dettaglio su tali registri, un’analisi di una delle compagnie coinvolte dimostra che l’uomo a capo delle operazioni sia un uomo d’affari siriano, sanzionato dagli Stati Uniti.

Secondo i dati di TankerTrackers, si tratta delle petroliere Sandro e Jasmine, che avrebbero trasportato petrolio iraniano da o verso altre navi a largo delle coste siriane, dopo aver disattivato i propri geo-localizzatori. In particolare, è stato rilevato che il 25 luglio scorso, la petroliera Silvia I, battente bandiera iraniana e sanzionata dagli USA, ha trasferito circa 500.000 barili di greggio alla petroliera Sandro, a circa 20 km dalle coste siriane, dove è rimasta anche successivamente.

Tali attività sospette nel Mediterraneo hanno avuto inizio il 30 maggio scorso, quando la compagnia libanese Sandro Overseas è divenuta proprietaria dell’omonima nave. Dopo 5 giorni, il trasmettitore della nave è stato disattivato, non consentendo più di individuare la posizione. TankerTrackers, grazie ad immagini satellitari è riuscita, però, a tracciare i diversi spostamenti. Tra questi, il 26 giugno, la petroliera Sandro ha ricevuto circa 350.000 barili di petrolio da una petroliera battente bandiera iraniana, Jasmine, senza poter poi comprendere dove il carico sia stato rilasciato. Jasmine è anch’essa di proprietà di una compagnia libanese, Africo 1, presso cui è stata registrata lo scorso 26 febbraio.

L’uomo siriano, presumibilmente a capo di tale operazioni, Samer Foz, è stato sanzionato da Washington nel mese di giugno scorso, con l’accusa di aver approfittato delle operazioni di ricostruzione in Siria, costruendo edifici di lusso su terre sequestrate dal regime siriano. In particolare, secondo gli USA, tale uomo d’affari avrebbe trasformato le atrocità del conflitto siriano in un’azienda generante profitto.

Secondo quanto riportato, l’Iran ha fatto uso più volte di “navi fantasma”, su cui i trasmettitori ed i dispositivi di geo-localizzazione sono spenti e non è possibile conoscere la loro posizione. Si tratta di un metodo utilizzato per eludere le sanzioni statunitensi.

Da quando si è ritirato dall’accordo sul nucleare con Teheran, l’8 maggio 2018, il presidente americano, Donald Trump, ha colpito la Repubblica Islamica con la reintroduzione di severe sanzioni che, non solo, vietano l’esportazione di petrolio iraniano, ma prendono anche di mira i Paesi che continuano ad acquistarlo. Cina, Turchia, India e Giappone, erano state tra le 8 potenze inizialmente esonerate dalle sanzioni americane e autorizzate a continuare le importazioni di greggio iraniano. Le esenzioni, tuttavia, sono terminate il 2 maggio e non sono state più rinnovate. 

L’obiettivo a breve termine, da parte della Casa Bianca, è far sì che l’export di petrolio iraniano diminuisca notevolmente, colpendo la principale fonte di entrate per l’Iran. Allo stesso tempo, Trump mira ad indebolire ulteriormente la stabilità del governo iraniano.

Il direttore dell’Istituto per gli affari strategici del Medio Oriente, Sami Nader, ha espresso le proprie preoccupazioni circa le ripercussioni negative di quanto dichiarato sul Libano. Nader ha sottolineato come gli statunitensi non scherzano sulla questione delle sanzioni, rilevando che le grandi compagnie europee sono state costrette a lasciare gli USA dopo essere state sottoposte a sanzioni simili. A detta del direttore, se il coinvolgimento del Libano sarà confermato, questo potrà causare problemi di tipo economico al Libano, già sull’orlo della bancarotta.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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