Afghanistan: ONU chiede di fermare le vittime civili

Pubblicato il 14 agosto 2019 alle 14:36 in Afghanistan Asia

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Le Nazioni Unite hanno riferito, mercoledì 14 agosto, di essere seriamente preoccupate dai rapporti sulle vittime civili provocate dalle forze di sicurezza afghane durante le operazioni nelle province orientali del Paese, lungo il confine con il Pakistan. I morti civili registrati nell’ultima operazione sarebbero 11 ma il loro numero è destinato ad aumentare, secondo diversi operatori dell’ONU presenti sul luogo.

La Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha affermato che un team di esperti di diritti umani sta indagando sulla questione. “La trasparenza è essenziale. I danni ai civili devono cessare”, ha dichiarato la direzione della Missione tramite un post su Twitter. Un politico afghano che ha testimoniato sulla vicenda ha riferito che le forze governative hanno anche colpito uno studente che celebrava la festività musulmana di Eid al-Adha nella provincia di Paktia. La principale agenzia di sicurezza del governo di Kabul, la Direzione Nazionale di Sicurezza (NDS), ha specificato che le operazioni nella regione di Paktia miravano a colpire un gruppo di talebani e tra le 11 vittime ci sarebbero solo militanti, tra cui due comandanti. Il politico testimone, che è membro del consiglio provinciale di Paktia, Allah Mir Khan Bahramzoi, ha tuttavia dichiarato: “Uno studente universitario aveva invitato alcuni amici a casa per cena. In serata, le forze dell’ordine hanno circondato l’abitazione, hanno trascinato tutti fuori e li hanno uccisi uno ad uno”. L’NDS, da parte sua, ha chiarito che nell’operazione sono state sequestrate armi e munizioni e che le vittime non erano semplici civili. “Questa operazione è stata condotta sulla base di informazioni operative su un nascondiglio / centro talebano e non ha lasciato vittime civili”, ha affermato l’agenzia in una nota.

Le Nazioni Unite hanno affermato che circa 4.000 civili sono stati uccisi o feriti nella prima metà dell’anno in Afghanistan. Il bilancio include anche un gran numero di vittime provocate dal governo e dalle forze straniere guidate dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda i negoziati di pace tra Stati uniti e talebani, i colloqui per la definizione di un accordo che consenta all’esercito USA di lasciare l’Afghanistan si sono conclusi lunedì 12 agosto, ma l’intesa sembra ancora lontana. Gli incontri, che si sono svolti in Qatar, si sono basati su due richieste: che i talebani accettino la condivisione del potere con il governo afghano e il rispetto del cessate il fuoco. Il portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che l’ottavo round di incontri si è concluso nelle prime ore del 12 agosto con la promessa che  entrambe le parti avrebbero consultato i loro leader sulle proposte discusse.

Le parti si sono incontrate in Qatar, a partire dal 3 agosto, per l’ottavo round di negoziati sul ritiro statunitense dall’Afghanistan, che potrà avvenire solo a seguito di un accordo tra talebani e governo afghano per la pace. Da parte loro, gli Stati Uniti chiedono che i talebani non trasformino il Paese in un rifugio sicuro per i gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda. L’inviato USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad aveva dichiarato che la conclusione di un’intesa “consentirebbe un ritiro delle truppe basato su alcune condizioni”, aggiungendo che “abbiamo compiuto progressi eccellenti”.

Washington avrebbe voluto concludere un accordo di pace entro la fine del mese di agosto, in vista delle elezioni presidenziali in Afghanistan, che si terranno il 28 settembre. In tale contesto, gli Stati Uniti stanno preparando un’ulteriore riduzione del personale militare USA in Afghanistan. Il numero si ridurrebbe dagli attuali 14.000 soldati a circa 9.000. Tale diminuzione risulterebbe gradita ai talebani, che chiedono il ritiro completo di tutte le forze straniere. A seguito del ridimensionamento delle truppe americane i militanti dell’organizzazione jihadista afghana si sono impegnati ad avviare le negoziazioni di un accordo di pace con il governo, al rispetto di una tregua nelle violenze e alla rinuncia ai rapporti con Al-Qaeda. La proposta è il risultato di mesi di colloqui tra i talebani e Zalmay Khalilzad. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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