Hong Kong: Carrie Lam invita alla calma, riapre l’aeroporto

Pubblicato il 13 agosto 2019 alle 9:04 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader dell’esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha dichiarato martedì 13 agosto che la città impiegherà molto tempo a riprendersi dalle proteste, ma il governo si occuperà della ricostruzione economica “dopo che la violenza sarà diminuita”. Intanto, riapre l’aeroporto. 

Tali commenti hanno seguito i gravi sviluppi che hanno caratterizzato le proteste nell’ultima settimana, culminate con la chiusura dell’aeroporto, il 12 agosto,  che ha costretto a cancellare centinaia di voli. Carrie Lam ha dichiarato che la violenza dei manifestanti ha spinto Hong Kong in “uno stato di panico e caos”. “Hong Kong, in quanto città aperta, libera, tollerante ed economicamente stabile porterà gravi ferite. Il recupero potrebbe richiedere molto tempo”, ha riferito. “Chiedo a tutti di mettere da parte le nostre differenze e calmarsi, prenderci un minuto per guardare la nostra città, la nostra casa. Possiamo sopportare di spingerla nell’abisso e vederla fatto a pezzi?”, ha chiesto la Lam.

In questo contesto, Pechino ha riferito, sempre 12 agosto, che le manifestazioni hanno raggiunto un punto critico e hanno iniziato a mostrare “germogli del terrorismo”. “I manifestanti hanno spesso utilizzato strumenti estremamente pericolosi per attaccare la polizia negli ultimi giorni, costituendo gravi crimini”, ha affermato a Pechino il portavoce dell’ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao, Yang Guang. Inoltre, l’indice Hang Seng di Hong Kong ha fortemente risentito di tale situazione. L’HSI è sceso di oltre l’1% rispetto al livello più basso mai raggiunto, dal 4 gennaio. 

Iniziate il 31 marzo, dopo tre mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Le proteste si sono verificate quasi quotidianamente, e a volte sono state organizzate con poco preavviso, al fine di interrompere il regolare corso degli affari nella città. Questi disordini hanno messo sotto pressione il governo, che ha risposto con un massiccio dispiegamento di forze di polizia, che sono state spesso accusate di utilizzare eccessivamente la forza.

L’attuale Consiglio Legislativo dell’isola termina il proprio mandato nel mese di luglio 2020 e se l’emendamento in questione non verrà portato avanti e trasformato in legge prima di allora, decadrà spontaneamente. Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica. Per questo, secondo Lu Kang del Ministero degli Esteri di Pechino, il Regno Unito e i Paesi occidentali non devono interessarsi a quanto sta accadendo sull’isola. La regione autonoma speciale della Cina gode di maggiori libertà democratiche e di un sistema giuridico e legislativo indipendente da quello di Pechino, secondo il principio “un Paese, due Sistemi”. L’isola è governata in base a una legge costituzionale nota come Base Law, mutuata dal diritto anglosassone.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.