Hong Kong, autorità dell’aeroporto smentiscono: i voli restano sospesi

Pubblicato il 13 agosto 2019 alle 14:38 in Cina Hong Kong

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Nonostante la diffusione di voci sulla riapertura dell’aeroporto di Hong Kong e l’invito alla calma del leader dell’esecutivo, Carrie Lam, le autorità hanno confermato, martedì 13 agosto, che i voli restano sospesi per il secondo giorno consecutivo. La causa continuano ad essere i disordini provocati dalle proteste anti-governative, le quali chiedono le dimissioni della Lam, nuove elezioni democratiche, il rilascio di tutti i manifestanti arrestati durante i precedenti raduni e un’indagine sull’utilizzo della forza da parte della polizia per reprimere il dissenso.

“Le operazioni e i collegamenti con l’aeroporto internazionale di Hong Kong sono stati seriamente interrotti in risposta ai vari raduni pubblici”, hanno riferito martedì le autorità dell’aeroporto con una dichiarazione.

I gravi sviluppi che hanno caratterizzato le proteste dell’ultima settimana, culminate con la chiusura dell’aeroporto, il 12 agosto, hanno portato alla cancellazione di centinaia di voli. Carrie Lam ha dichiarato che la violenza dei manifestanti ha spinto Hong Kong in “uno stato di panico e caos”. “Hong Kong, in quanto città aperta, libera, tollerante ed economicamente stabile porterà gravi ferite. Il recupero potrebbe richiedere molto tempo”, ha riferito. “Chiedo a tutti di mettere da parte le nostre differenze e calmarsi, prenderci un minuto per guardare la nostra città, la nostra casa. Possiamo sopportare di spingerla nell’abisso e vederla fatta a pezzi?”, ha chiesto la Lam. L’oggetto principale delle proteste è la revoca di un disegno di legge, presentato dalla Lam, che permetterebbe l’estradizione in Cina dei cittadini di Hong Kong.

Martedì 13 agosto i manifestanti si sono radunati nuovamente nella hall destinata alle partenze dell’aeroporto e hanno impedito ai viaggiatori di passare attraverso la sezione di immigrazione. Alcuni giornalisti presenti sul luogo hanno riferito che il numero degli attivisti continua ad aumentare. Nel frattempo, è arrivata la comunicazione che 160 voli verso l’estero e 150 verso l’interno sono stati cancellati dalle autorità per il resto della giornata. Le proteste dell’aeroporto segnano l’impatto diretto del movimento anti-governativo sull’economia e sul turismo di Hong Kong.

In questo contesto, Pechino ha riferito, il 12 agosto, che le manifestazioni hanno raggiunto un punto critico e hanno iniziato a mostrare “germogli del terrorismo”. “I manifestanti hanno spesso utilizzato strumenti estremamente pericolosi per attaccare la polizia negli ultimi giorni, costituendo gravi crimini”, ha affermato da Pechino il portavoce dell’ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao, Yang Guang. Le Nazioni Unite, da parte loro, hanno mostrato crescente preoccupazione per l’escalation delle violenze e hanno invitato le due parti al dialogo.

Iniziate il 31 marzo, dopo tre mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Le proteste si sono verificate quasi quotidianamente, e a volte sono state organizzate con poco preavviso, al fine di interrompere il regolare corso degli affari nella città. Questi disordini hanno messo sotto pressione il governo, che ha risposto con un massiccio dispiegamento di forze di polizia, che sono state spesso accusate di utilizzare eccessivamente la forza.

L’attuale Consiglio Legislativo dell’isola termina il proprio mandato nel mese di luglio 2020 e se l’emendamento in questione non verrà portato avanti e trasformato in legge prima di allora, decadrà spontaneamente. Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica. Per questo, secondo Lu Kang del Ministero degli Esteri di Pechino, il Regno Unito e i Paesi occidentali non devono interessarsi a quanto sta accadendo sull’isola. La regione autonoma speciale della Cina gode di maggiori libertà democratiche e di un sistema giuridico e legislativo indipendente da quello di Pechino, secondo il principio “un Paese, due Sistemi”. L’isola è governata in base a una legge costituzionale nota come Base Law, mutuata dal diritto anglosassone.

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Chiara Gentili

di Redazione

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