Etiopia: polizia e governo locale indagati per violenze

Pubblicato il 13 agosto 2019 alle 13:26 in Africa Etiopia

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La polizia federale etiope ha arrestato numerosi funzionari di polizia e del governo locale dello Stato regionale di Oromia, accusati di essere coinvolti nell’assalto di un villaggio. 

La notizia è stata riferita dal quotidiano Africa News, che cita Jeylan Abdi, responsabile delle pubbliche relazioni della polizia federale etiope. L’uomo ha conferma le informazioni sugli arresti e ha aggiunto che questi hanno riguardato 7 persone. “Sono sospettati di essere coinvolti negli scontri mortali dell’8 agosto, che ha coinvolto gruppi armati”, ha dichiarato il funzionario. Gli indagati sono stati arrestati la mattina del 13 agosto e saranno giudicati di fronte a un tribunale locale. Il funzionario, tuttavia, ha rifiutato di fornire i nominativi degli individui. 

Tra questi, tuttavia, ci sarebbero amministratori e agenti di polizia di Worceda. Gli indagati dovranno rispondere delle proprie responsabilità in relazione alle violenze scoppiate l’8 agosto nella regione occidentale dello Stato di Oromia, che hanno causato 10 vittime. Almeno altre 5 persone sono rimaste ferite l’8 agosto, quando alcuni uomini armati hanno attaccato gli abitanti dei villaggi nella zona di Gimjabet, nella regione occidentale di Hararghe dello Stato di Oromia. 

I rapporti indicano che i funzionari della sicurezza federale, che sono intervenuti a seguito delle violenze, stanno ancora pattugliando l’area. La comunità locale sta collaborando con le autorità per catturare gli individui coinvolti nelle violenze. Oromia è lo Stato più grande e popoloso dell’Etiopia ed è anche la regione in cui è nato il Primo Ministro, Abiy Ahmed. Il 2 aprile 2019 si è concluso il suo primo anno di mandatoIl primo ministro etiope è il leader più giovane del continente africano.

Nell’arco di 12 mesi, Abiy è stato promotore di una serie di riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nel Corno d’Africa. La sua azione riformatrice è talmente determinata che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

Il Paese, inoltre, ha subito un tentativo di colpo di Stato, il 22 giugno. Questo si era verificato a Bahir Dar, capitale dello Stato di Amhara, nel Nord del Paese. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare il capo del governo regionaleAmbachew Mekonnen, che di fatto è rimasto ucciso nel fallito colpo di Stato insieme a un suo consigliere. Oltre a loro, hanno perso la vita anche il Generale etiope Seare Mekonnen, Capo di Stato maggiore dell’esercito, ucciso da un proiettile sparato dalla sua guardia del corpo, e un altro ufficiale in pensione. Il 24 giugno, le autorità di Addis Abeba hanno rivelato che l’organizzatore del golpe, il generale Asamnew Tsige, era stato eliminato dalle forze di sicurezza etiopi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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