Argentina: il futuro dell’economia se Fernandez vincesse la presidenza

Pubblicato il 13 agosto 2019 alle 13:33 in America Latina Argentina

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La clamorosa vittoria in Argentina del leader dell’opposizione di centro-sinistra, Alberto Fernandez, alle primarie di domenica 11 agosto, ha allarmato gli investitori con la prospettiva di un possibile ridimensionamento delle politiche pro-imprese dell’attuale presidente Mauricio Macri. Ciò, ovviamente, se dovesse essere confermata la sua vittoria alle elezioni presidenziali del prossimo ottobre. Tra le sfide da affrontare, nel Paese con la seconda economia più grande del Sud America, ci sono la pericolosa recessione, l’inflazione incalzante e i livelli di povertà crescenti.

Fernandez, considerato un moderato all’interno del movimento peronista, ha proposto un patto economico e sociale per combattere l’inflazione, attualmente al 55%. Il suo proposito è quello di abbassare i tassi di interesse per ravvivare l’economia e stimolare i consumi. Il candidato alla presidenza ha altresì promesso che le tariffe sui servizi pubblici, come l’elettricità e il gas, non rifletteranno più gli aumenti nel tasso di cambio con il dollaro e l’inflazione. Le impennate di costo dei servizi pubblici in Argentina hanno provocato negli ultimi anni pericolosi aumenti generali dei prezzi.

Fernandez, in caso di vittoria, dovrà anche gestire con attenzione il rapporto con il Fondo Monetario Internazionale, da cui Macri ha ricevuto un prestito di 57 miliardi di dollari in cambio di austere misure fiscali. Il vincitore delle primarie di domenica ha incontrato alcuni funzionari del Fondo durante la sua campagna elettorale e ha annunciato che proverà a rinegoziare l’accordo. “L’attuale programma economico non è il nostro programma. Impegna il nostro Paese ben oltre le proprie possibilità”, aveva dichiarato Fernandez dopo l’incontro con i funzionari del Fondo Monetario a giugno. L’uomo aveva altresì sottolineato che un ritorno alla crescita economica è fondamentale per l’Argentina, cosicché possa ripagare i suoi debiti.

Riguardo alla moneta argentina, il peso, Fernandez ha chiarito che il suo obiettivo è avere un tasso di cambio competitivo, in modo da consentire a Buenos Aires di “produrre ed esportare”. In merito a quest’ultimo aspetto, infine, il nuovo candidato alla presidenza ha sottolineato che proverà a stimolare gli export argentini difendendo allo stesso tempo l’industria locale e l’occupazione. Fernandez intende altresì rafforzare il blocco regionale del Mercosur e ha proposto cambiamenti nel trattato commerciale con l’Unione Europea, firmato a giugno, al fine di evitare danni alle produzioni locali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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