Yemen: gli sviluppi della situazione a Aden

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 12:15 in Medio Oriente Yemen

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Il capo del cosiddetto Consiglio di transizione meridionale in Yemen, Aidarus al-Zubaidi, ha dichiarato che le proprie forze hanno attuato un cessate il fuoco ad Aden.

Al-Zubaidi ha poi espresso il proprio desiderio di collaborare con la coalizione a guida saudita, di cui fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti (UAE), suo alleato. Dal canto suo, il ministro dell’Interno yemenita, Ahmed al-Maisari, ha accusato la presidenza yemenita e l’Arabia Saudita di tacere sul “colpo di Stato”.

Il capo dei separatisti ha altresì dichiarato che le proprie forze sono state vittime dei recenti avvenimenti di Aden e, pertanto, sono stati obbligati a mettere in sicurezza la città dagli accampamenti di coloro che sono stati definiti “elementi terroristici”. A tal proposito, è stato sottolineato come nel giorno della festa del Sacrificio, iniziata l’11 agosto scorso, siano stati identificati e smantellati “campi terroristici” e fabbriche di esplosivi a Aden.

Il Consiglio, tramite Al-Zubaidi, si è poi detto pronto a collaborare in modo responsabile con i leader della coalizione a guida saudita, per gestire la crisi attuale e le eventuali conseguenze. Il vice-presidente del Consiglio di transizione meridionale, Hani Ben Brik, ha, inoltre, affermato che i negoziati non sono in pericolo, sottolineando come oramai sono cinque anni che gli Houthi resistono.

Risale allo scorso 10 agosto la richiesta da parte della coalizione a guida saudita di un cessate il fuoco immediato ad Aden, minacciando di usare la forza militare contro chi l’avrebbe violata. In particolare, tutti i gruppi militari delle forze secessioniste erano state invitate a ritirarsi dalle posizioni precedentemente occupate e a non minare le proprietà pubbliche e private.

Tuttavia, domenica 11 agosto, la coalizione araba è intervenuta militarmente ad Aden a sostegno del governo yemenita, dopo che i separatisti meridionali hanno occupato la città portuale. In particolare, la coalizione ha reso noto di aver attaccato un’area che rappresentava una “minaccia diretta” per il governo yemenita, con a capo Rabbu Mansour Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita e temporaneamente basato ad Aden. Un funzionario locale ha spiegato che le unità a guida saudita hanno fronteggiato le forze separatiste non lontano dal palazzo presidenziale, nel distretto Crater. 

L’acquisizione di Aden da parte delle forze appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti giunge dopo alcuni giorni dall’annuncio di Abu Dhabi del ritiro delle proprie truppe dallo Yemen. Per alcuni, tale mossa rappresenta un tentativo da parte degli Emirati di scaricare qualsiasi responsabilità da azioni rivolte contro il governo di Hadi.

Aden, capitale provvisoria dello Yemen, situata nel Sud del Paese, sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, che hanno provocato morti e feriti. Da un lato, vi sono le brigate per la sicurezza presidenziale mentre, dall’altro, i gruppi armati a sostegno delle forze separatiste locali, oltre a quelle della cintura di sicurezza, sostenute dagli UAE. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il bilancio delle vittime dall’8 all’11 agosto è di 40 morti e 260 feriti. 

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le forze secessioniste ed il governo di Hadi non concordano su alcuni aspetti e politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui un partito islamista, alleato al presidente, fosse complice dell’attacco missilistico del 2 agosto scorso. Si è trattato di uno dei 3 attacchi, tutti separati, che hanno colpito le forze separatiste meridionali.

Gli ultimi episodi di violenza costituiscono un grande passo indietro per la coalizione araba e per il suo operato degli ultimi quattro anni, complicando altresì gli sforzi delle Nazioni Unite, volti a porre fine al conflitto yemenita.

In tale quadro, gli Emirati hanno invitato le fazioni a disinnescare le tensioni, e Riad ha annunciato che è pronta a indire una riunione d’emergenza, con l’obiettivo di riportare l’ordine nella città. Quanto al governo di Hadi, il presidente ha chiesto ad Abu Dhabi di porre fine al suo sostegno alle forze separatiste meridionali.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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