Salvati 81 migranti al largo della Libia

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 12:01 in Immigrazione Libia

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La SOS Mediterranean e Medici Senza Frontiere hanno recuperato 81 migranti a largo della costa libica, domenica 11 agosto. Il gruppo si unisce alle altre 130 persone attualmente a bordo della nave Ocean Viking. 

I migranti, per lo più sudanesi, avevano lasciato la Libia il 10 agosto a bordo di un gommone blu. All’avvicinarsi dell’imbarcazione di salvataggio le persone hanno cominciato ad applaudire e lanciare urla di gioia. Il salvataggio del 12 agosto è stato il terzo in 3 giorni. La nave, gestita congiuntamente da SOS Mediterranean e Medici Senza Frontiere, ha pattugliato le acque internazionali a circa 50 miglia nautiche dalla costa di Tripoli. “Siamo gli unici nella zona, la guardia costiera libica non risponde” alle navi in difficoltà, ha dichiarato il coordinatore per la ricerca e il salvataggio, Nicholas Romaniuk. L’uomo ha poi affermato che le condizioni meteorologiche favorevoli potrebbero incoraggiare maggiori partenze dalle coste libiche.

Un ulteriore incentivo è che la festività musulmana di 3 giorni, nota come Eid al-Adha, iniziata domenica, potrebbe ridurre la presenza di autorità che pattugliano le coste libiche. MSF, che registra i migranti a bordo, ha dichiarato che i quattro quinti dell’ultimo gruppo salvato aveva un’età compresa tra 18 e 34 anni e il 17% aveva meno di 18 anni. I soccorsi arrivano in un momento di tensione tra l’Italia e gli altri stati dell’UE, con il governo italiano in crisi e che continua a rifiutare di aprire i porti ai migranti. L’Ocean Viking è registrata in Norvegia e il ministro degli Interni, Matteo Salvini, aveva già inviato un avvertimento a Oslo, a tale proposito, la scorsa settimana. “L’Italia non è legalmente vincolata, né disposta ad accogliere migranti clandestini non identificati a bordo dell’Ocean Viking”, ha scritto Salvini.

Il 21 luglio l’IOM ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019, di 39 nazionalità diverse. Tra questi, il 6% è composto da minori, per il 34% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 65% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq.

In Libia, la situazione di grave instabilità, che ha avuto inizio nel 2011, ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti.

Circa 6.000 migranti provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan e altri Paesi africani sono rinchiusi in dozzine di strutture di detenzione in Libia. Tali strutture sono in mano ai gruppi armati libici, i quali non tutelano in alcun modo le persone detenute, e i migranti in Libia vivono in condizioni pessime, soggetti a torture e abusi.

Secondo diverse organizzazioni, Tripoli non rappresenta un luogo sicuro e adatto per ospitare i migranti. Pertanto, la UN Refugee Agency ha chiesto alla comunità internazionale di effettuare ulteriori evacuazioni dalla capitale. Secondo quanto riferito dall’agenzia stessa, nel solo mese di maggio 2019, la Guardia Costiera libica ha soccorso in mare 1.224 migranti, che ha poi riportato in tale situazione.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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