Open Arms e Ocean Viking ancora in mare, UE: trovare soluzione rapida

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 18:33 in Europa Immigrazione

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La Commissione Europea ha accolto positivamente l’offerta di Malta e Italia di far sbarcare dalla nave dell’ONG Open Arms i migranti in condizione di salute gravi, ma ha chiesto agli Stati membri di mostrare maggiore solidarietà per trovare una soluzione rapida che consenta a tutte le persone che si trovano, non solo sulla Open Arms, ma anche sulla Ocean Viking, di scendere a terra il prima possibile.

All’undicesimo giorno in mare della Open Arms, le condizioni di alcuni migranti sono risultate particolarmente problematiche. Domenica 11 agosto, dopo una consultazione tra Italia e Malta, 8 sono stati portati in elicottero a La Valletta mentre un’altra persona, un sospetto caso di tubercolosi, è stata condotta a Lampedusa da una motovedetta della Guardia costiera. Nella stessa giornata, la nave Ocean Viking di SOS Mediterranean e Medici Senza Frontiere ha recuperato 81 migranti a largo della costa della Libia, unendoli al gruppo dei 130 che si trovano a bordo ormai da una settimana. Si è trattato del terzo soccorso nel giro di 3 giorni: “Ora sono 251 le persone a bordo della Ocean Viking”, ha scritto in un tweet Medici Senza Frontiere. Nella stessa area la nave della ONG norvegese aveva già salvato altre 85 persone per le quali, come annunciato da Matteo Salvini, è stato stabilito il divieto di ingresso in acque italiane, secondo il decreto sicurezza-bis. Salvini ha anche scritto al governo norvegese sollecitandolo a indicare un porto sicuro per la nave. “L’Italia non è legalmente vincolata, né disposta ad accogliere migranti clandestini non identificati a bordo dell’Ocean Viking”, ha poi commentato il ministro dell’Interno.

Il coordinatore per la ricerca e il salvataggio della Ocean Viking, Nicholas Romaniuk, ha affermato: “Siamo gli unici nella zona, la guardia costiera libica non risponde alle navi in difficoltà”. L’uomo ha poi affermato che condizioni meteorologiche favorevoli, come quelle di questi giorni, potrebbero incoraggiare maggiori partenze dalle coste libiche.

La Commissione Europea ha chiarito che non è stata ancora presentata nessuna richiesta di sbarco e ricollocamento da parte degli Stati dell’UE, dunque, al momento,  non è stata avviata alcuna operazione europea di coordinamento. Bruxelles, tuttavia, avrebbe iniziato colloqui informali con i governi dell’Unione per capire che tipo di disponibilità c’è e su quale soluzione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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