Messico: polemiche sui centri di internamento per migranti

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 6:10 in Immigrazione Messico

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Sono sorte polemiche in Messico in conseguenza dei reportage della stampa sui centri di internamento per migranti, in particolare per minori.

La stampa riferisce di un edificio con due torri di sorveglianza con guardie armate dello Stato del Messico (centro del paese). Per entrare, i bambini migranti passano per una porta con sbarre e per un controllo di sicurezza con metal detector. Da lì, rimarranno al chiuso e senza comunicazione, denuncia il quotidiano El País. Verrà loro assegnata una delle stanze con brande di cemento e materasso, da cui tanti usciranno con infezioni per cimici, pustole, diarrea e tonsillite. Alcuni dormiranno nei corridoi, stipati con un altro centinaio provenienti dall’America Centrale, dall’Asia e dall’Africa con alle spalle un passato di violenza, privazioni e traumi. Potranno vedere i genitori tre volte a settimana per quindici minuti. Tre pasti al giorno, un cortile e un televisore saranno il loro mondo per i successivi giorni o mesi.

Queste sono le condizioni del centro di detenzione migranti di Iztapalapa (la zona sud orientale di Città del Messico) dove alloggiano i minori, secondo le descrizioni degli stessi migranti detenuti e le segnalazioni delle ONG. L’edificio condivide con altri centri di detenzione del paese un precedente di denunce per sovraffollamento e per trattamento disumano. Tuttavia, continua ad accogliere i minori detenuti in Messico, più di 33.100 nel 2019, sotto il Governo di Andrés Manuel López Obrador, che ha rafforzato il controllo migratorio a seguito dell’accordo firmato a giugno con gli Stati Uniti.

Le condizioni disumane di detenzione non avvengono solo a Iztapalapa, ma anche in un’altra decina di centri di reclusione del paese, secondo quanto documentato delle ONG e dalla difesa dei migranti, riferisce la versione in spagnolo del New York Times. La Missione di Osservazione dei Diritti Umani per i Rifugiati del Sud-est del Messico, formata da 24 gruppi, indica che la mancanza di igiene nei ricoveri dello Stato meridionale di Chiapas provoca sofferenze fisiche e psicologiche ai migranti. La crisi era stata aggravata dal record di detenzioni raggiunto, dopo che il Messico si era impegnato a frenare il flusso migratorio, e con l’incremento del 132% della migrazione di bambini dell’America Centrale nel primo semestre del 2019 in confronto al 2018, secondo l’Istituto Nazionale di Immigrazione messicano (INM). Margarita Griesbach, difenditrice della Rete per i Diritti dell’Infanzia in Messico (REDIM), spiega che i bambini sono trascurati a causa del “collasso delle istituzioni”, ma anche per l’assenza di pianificazione e di risorse.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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