Iran, Zarif: “Il Golfo è una polveriera pronta a esplodere”

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 17:59 in Iran USA e Canada

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha affermato che la corsa agli armamenti dei Paesi del Medio Oriente, che nell’ultimo periodo ha portato Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti a spendere più di 100 miliardi di dollari in armi, rischia di trasformare la regione del Golfo in una “polveriera pronta ad esplodere”.

Il ministro ha espresso la sua posizione in un’intervista esclusiva al quotidiano Al Jazeera, pubblicata lunedì 12 agosto. Zarif ha specificato che più navi da guerra nel Golfo può significare solo più insicurezza in Medio Oriente. “Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno venduto armi nella regione per un valore di 50 miliardi di dollari. Alcuni Paesi dell’area, con meno di un terzo della nostra popolazione, spendono 87 miliardi di dollari per forniture militari”, ha detto il ministro. “Facciamo un confronto: l’Iran ha speso l’anno scorso 16 miliardi per tutto il suo armamento, contando quasi un milione di persone nell’esercito. Gli Emirati Arabi Uniti con una popolazione totale di un milione di persone hanno speso 22 miliardi, l’Arabia Saudita, invece, ne ha spesi 87 miliardi”, ha aggiunto. “Se parliamo di minacce provenienti dalla regione, le minacce provengono dagli Stati Uniti e dai suoi alleati che stanno riversando armi nella regione, rendendola una polveriera pronta ad esplodere”.

I commenti di Zarif arrivano poco tempo dopo l’annuncio, da parte dell’amministrazione Trump, di voler formare una coalizione militare per proteggere il traffico commerciale nel Golfo. Le tensioni, soprattutto introno allo strategico Stretto di Hormuz, sono aumentate negli ultimi mesi con accuse reciproche di attacchi navali. “Si tratta di un piccolo corso d’acqua e più navi straniere lo attraversano, tanto meno sicuro è per tutti. La presenza della flotta navale americana e straniera nel Golfo Persic, infatti, non ha mai prodotto sicurezza “, ha detto il ministro Zarif, il quale ha concluso dicendo: “Riteniamo che il meglio che gli americani possano fare per la protezione della navigazione marittima sia solo quello di non interferire. Qualsiasi altro gesto sarà considerato un atto ostile contro l’Iran”.

 In tale quadro, il ripristino della libertà di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di importanza fondamentale per gli approvvigionamenti energetici mondiali, poiché un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale passa per lo strategico canale, situato tra l’Oman e l’Iran.

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Chiara Gentili

di Redazione

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