Hong Kong: aeroporto bloccato e repressione delle proteste

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 9:03 in Cina Hong Kong

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La polizia di Hong Kong ha utilizzato metodi violenti e i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, durante una notte di scontri, domenica 11 agosto. Lunedì 12, l’aeroporto della città ha cancellato tutti i suoi voli. 

A Wan Chai sono state lanciate due bombe a benzina, che hanno causato piccoli incendi per strada. I manifestanti sono stati poi storditi dai gas lacrimogeni e dispersi dall’avanzata della polizia antisommossa. Anche presso la stazione della metropolitana di Kwai Fong si sono verificati alcuni scontr i, che hanno causato la fuga dei manifestanti. I video pubblicati sui social network mostrano che la polizia ha effettuato diversi arresti, utilizzando metodi violenti contro i manifestanti. Un uomo è stato ripreso mentre veniva trattenuto con la faccia insanguinata sul marciapiede da agenti in tenuta antisommossa.

Un gruppo di manifestanti ha poi accusato i poliziotti di essersi travestiti in modo da partecipare sotto copertura alle proteste. I manifestanti chiedono le dimissioni del leader della città Carrie Lam, elezioni democratiche, il rilascio degli arrestati nelle precedenti proteste e un’indagine sull’utilizzo della forza da parte della polizia contro i manifestanti. Gli striscioni al raduno di Victoria Park di domenica 11 agosto riferivano: “Restituiscici Hong Kong” e “Ritirate la legge malvagia”. Tale slogan fa riferimento al fatto che le proteste sono iniziate a seguito della presentazione, da parte del governo di Carrie Lam, di un disegno di legge che permetterebbe l’estradizione in Cina dei cittadini di Hong Kong.

Iniziate il 31 marzo, dopo tre mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Le proteste si sono verificate quasi quotidianamente, e a volte sono state organizzate con poco preavviso, al fine di interrompere il regolare corso degli affari nella città. Questi disordini hanno messo sotto pressione il governo, che ha risposto con un massiccio dispiegamento di forze di polizia, che sono state spesso accusate di utilizzare eccessivamente la forza.

L’attuale Consiglio Legislativo dell’isola termina il proprio mandato nel mese di luglio 2020 e se l’emendamento in questione non verrà portato avanti e trasformato in legge prima di allora, decadrà spontaneamente. Hong Kong è “tornata alla Cina” nel 1997 e ha perso il suo status di colonia britannica. Per questo, secondo Lu Kang del Ministero degli Esteri di Pechino, il Regno Unito e i Paesi occidentali non devono interessarsi a quanto sta accadendo sull’isola. La regione autonoma speciale della Cina gode di maggiori libertà democratiche e di un sistema giuridico e legislativo indipendente da quello di Pechino, secondo il principio “un Paese, due Sistemi”. L’isola è governata in base a una legge costituzionale nota come Base Law, mutuata dal diritto anglosassone.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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