Guatemala: Giammattei nuovo presidente, cruciale modificare l’accordo con gli USA

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 11:24 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il Tribunale Elettorale del Guatemala ha annunciato che Alejandro Giammattei, leader del partito conservatore Vamos, ha vinto le elezioni presidenziali di domenica 11 agosto, scalzando la rivale di centro-sinistra, Sandra Torres.

Giammattei si era proclamato nuovo presidente già poco dopo la chiusura dei seggi elettorali, affermando che era per lui un onore poter essere futuro leader del suo Paese.  Nella giornata di domenica, aveva altresì dichiarato che avrebbe apportato, nel corso del suo mandato, possibili cambiamenti al controverso accordo migratorio firmato nel mese di luglio con l’amministrazione Trump. Minacciato dalle sanzioni economiche statunitensi, il governo guatemalteco aveva acconsentito a siglare un patto con Washington in base al quale lo Stato dell’America Centrale si dichiarava “Paese terzo sicuro”, dunque atto ad accogliere i migranti, nonostante la dilagante povertà e i fenomeni di violenza diffusi. Intervistato dall’agenzia di stampa Reuters, domenica 11 agosto, Giammattei ha assicurato che si sarebbe impegnato a migliorare l’accordo che il presidente uscente, Jimmy Morales, si era trovato costretto a firmare. Nel frattempo però, finché il nuovo leader guatemalteco non assumerà ufficialmente il suo incarico, a partire da gennaio, il Paese dell’America Centrale potrebbe servire da vera e propria zona cuscinetto, portando centinaia di migranti a cercare rifugio lì piuttosto che negli Stati Uniti.

“Spero che durante questa transizione si aprano le porte per ottenere maggiori informazioni e poter vedere cosa, da un punto di vista diplomatico, sarebbe opportuno fare per rimuovere da questo accordo le cose che non sono giuste per noi, o, se possibile, raggiungere un nuovo compromesso con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Giammattei durante l’intervista. “Non è giusto per il nostro Paese”, ha aggiunto il neo-presidente. “Se non abbiamo le capacità per prenderci cura dei nostri cittadini, figuriamoci  cosa possiamo fare per coloro che vengono da fuori”. L’accordo è altamente impopolare in tutto il Guatemala, come hanno mostrato diversi sondaggi. In più, Giammattei ha affermato che il patto non va nemmeno a favore dei migranti stessi, i quali probabilmente avranno delle remore ad accettarlo. “Stanno cercando asilo negli Stati Uniti”, ha detto a Reuters. “Non credo che ci siano molte persone provenienti da El Salvador e dall’Honduras che vogliono chiedere asilo in Guatemala, soprattutto se stanno fuggendo dalla povertà”.

Per affrontare il problema della migrazione, Giammattei ha sottolineato che è necessario, a suo avviso, costruire un “muro di investimenti” lungo la regione di confine tra Guatemala e Messico, al fine di promuovere lo sviluppo economico e scoraggiare le persone a emigrare.

Il nuovo presidente dovrà altresì far fronte a un tasso di povertà pari al 60%, come pure a una situazione di forte crimine e disoccupazione, tutti fattori che hanno spinto centinaia di migliaia di cittadini a lasciare la nazione ed emigrare al nord.

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Chiara Gentili

di Redazione

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