Guatemala: al termine le elezioni per il nuovo presidente

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 6:00 in America Latina America centrale e Caraibi

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Domenica 11 agosto, i guatemaltechi hanno eletto un nuovo presidente, il quale dovrà far fronte a importanti sfide, dopo che il Paese ha promesso a Washington di contrastare l’immigrazione clandestina, sotto le pressioni del leader americano, Donald Trump.

Minacciato dalle sanzioni economiche statunitensi, il governo uscente del Guatemala ha firmato un accordo, nel mese di luglio, tramite il quale si è dichiarato “Paese terzo sicuro” e dunque atto ad accogliere i migranti, nonostante la dilagante povertà e i fenomeni di violenza che imperversano nella nazione centroamericana.

Gli elettori sono stati chiamati a scegliere tra il conservatore Alejandro Giammattei e la sua rivale politica di centro-sinistra, l’ex first lady Sandra Torres. Entrambi i candidati, veterani nello scenario politico dello Stato, hanno criticato l’accordo siglato dal precedente governo, ma difficilmente riusciranno ormai a invertire rotta e fermarlo. I risultati delle elezioni saranno resi noti nella serata di domenica 11 agosto, in quella che sembra essere stata una serrata corsa alla presidenza. Un sondaggio d’opinione di CID-Gallup su 1.216 elettori, condotto tra il 29 luglio e il 5 agosto, ha dato Giammattei in vantaggio con un consenso del 39.5%, contro un 32.4% per Torres. Giammattei, di mestiere chirurgo, ha proposto di introdurre la pena di morte per alcuni criminali, e ha promesso di erigere un muro al confine con il Messico per arginare l’immigrazione. Torres intende invece dispiegare unità militari nelle strade per lottare contro la criminalità urbana, e ricorrere a soluzioni assistenzialiste per alleviare la povertà.

Risa Grais-Targow, direttrice del gruppo di consulenza latinoamericano Eurasia, ha affermato che l’accordo rappresenta “la più grande sfida” a cui il futuro presidente dovrà approcciarsi, e che non onorare il patto con gli Stati Uniti esporrebbe il Paese al rischio di forti dazi doganali e tasse. La studiosa ha definito il panorama politico in cui dovrà operare il prossimo capo di Stato una situazione “lose-lose”.

Chiunque tra i due candidati si insedierà il prossimo gennaio, dovrà far fronte a un tasso di povertà pari al 60%, come pure a una situazione di forte crimine e disoccupazione, tutti fattori che hanno spinto centinaia di migliaia di cittadini a lasciare la nazione ed emigrare al nord.

In lizza tra loro, nessuno dei due candidati è riuscito ad aggiudicarsi la presidenza del Paese per 5 volte. Entrambi hanno promesso di avviare una lotta alla corruzione senza “interferenze estere”, in una apparente allusione alla Commissione Internazionale Contro l’Impunità in Guatemala (CICIG), la missione delle Nazioni Unite che ha condotto un’indagine conclusasi con l’incarcerazione dell’ex Presidente della Repubblica, Otto Perez Molina, e della sua vice, Roxana Baldetti.

Quanto al successore Jimmy Morales, ex comico televisivo che ha terminato il proprio mandato lo scorso settembre, egli non può per legge candidarsi nuovamente.

In base all’accordo firmato dall’amministrazione uscente del Guatemala, i migranti provenienti da Honduras e El Salvador dovranno richiedere asilo necessariamente nel Paese centroamericano, e non negli Stati Uniti. Sono molti i critici di tale accordo, i quali sostengono che il Paese non disponga delle risorse sufficienti per una tale impresa di accoglienza.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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