Gran Bretagna: laburisti considerano la sfiducia a Johnson

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 9:58 in Europa UK

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Il partito laburista britannico non esclude un voto di sfiducia al governo del primo ministro, Boris Johnson, e sta discutendo cosa fare con le altre forze politiche. 

Interrogata sulla questione, la parlamentare laburista, Diane Abbott, ha risposto: “Chi ha fiducia in Boris Johnson a parte le persone che lo circondano?”. La Abbott ha poi sottolineato che non tocca a lei comunicare se ci sarà o meno tale voto, ma ha sottolineato che “sarà un’opzione”. “Stiamo parlando con tutti gli altri partiti in parlamento e se ci muoviamo per un voto di sfiducia vogliamo farlo con la certezza di poterlo vincere”, ha riferito la Abbott.

Intanto, all’avvicinarsi del 31 ottobre, termine ultimo per uscire dall’Unione Europea, il Regno Unito è sempre più teso. La lobby britannica di cibi e bevande ha avvertito che, in caso di Brexit senza accordo, il Paese andrebbe incontro a una carenza di alcuni alimenti freschi. Inoltre, le compagnie farmaceutiche hanno espresso preoccupazioni simili in merito ai medicinali.  Tuttavia, l’impatto sulle forniture mediche si farà sentire anche oltre la Gran Bretagna. Circa 45 milioni di pacchi di medicinali vengono spediti dalla Gran Bretagna al resto dell’Europa ogni mese. Tali scambi avevano raggiunto un valore di quasi 12 miliardi di sterline nel 2016, secondo un rapporto del parlamento britannico.

Gli esperti sostengono che alcuni problemi saranno inevitabili se la Gran Bretagna lascia l’UE senza un accordo. Alcuni farmaci potrebbero non disporre dell’approvazione normativa necessaria per continuare a essere introdotti dalla Gran Bretagna. Circa 1 miliardo di confezioni vanno in una direzione o nell’altra ogni anno, mostrano i dati del settore. Inoltre, l’aumento dei controlli doganali nei porti e in altre frontiere tra la Gran Bretagna e l’UE potrebbe rallentare la fornitura di medicinali e dei composti chimici necessari per produrli, secondo quanto affermano i regolatori e i rappresentanti del settore.

Tuttavia, la Gran Bretagna è “pronta e disposta” a contemplare un’intesa per uscire dall’Unione Europea se Bruxelles accettasse di rinegoziare l’accordo. Il 6 agosto, Johnson ha chiesto che l’Europa mostri la volontà di modificare l’accordo concordato con il suo predecessore, Theresa May, prima che i negoziati possano riprendere. Una fonte interna al governo, citata dall’agenzia di stampa Reuters, ha affermato che il Regno Unito non vuole una Brexit senza intesa, ma l’UE deve comprendere che Johnson non può sostenere l’accordo che è già stato respinto dal parlamento britannico 3 volte, portando alle dimissioni della May.

“Vogliamo un’intesa. È triste che non vogliano negoziare con noi “, ha riferito la fonte, che ha preferito rimanere anonima. “Il fatto che l’accordo di uscita sia stato respinto a grandi margini dalla Camera dei Comuni in 3 occasioni significa che, se ci sarà una soluzione, l’UE deve essere pronta a rinegoziare. Noi siamo pronti e disposti a farlo”, ha aggiunto. Tuttavia, il 1° agosto, la Gran Bretagna ha confermato i preparativi in caso di uscita dall’Unione Europea senza accordo. Londra prevede di spendere 2,1 miliardi di sterline per accumulare medicine, assumere più funzionari di frontiera e finanziare una delle più grandi campagne pubblicitarie in tempo di pace.

Il governo ha stanziato in totale 6,3 miliardi di sterline per prepararsi a tale evento, poiché Johnson, ha dichiarato che l’uscita dall’Unione Europea avverrà, anche senza accordo, entro il 31 ottobre, data limite posta da Bruxelles. Il nuovo ministro delle Finanze, Sajid Javid, ha annunciato le nuove spese in vista di tale evento e ha affermato che è prevista l’assunzione di più personale statale per far fronte a un aumento delle domande di passaporto e per migliorare le infrastrutture portuali inglesi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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