Egitto: esercito colpito nel Sinai del Nord

Pubblicato il 12 agosto 2019 alle 16:09 in Africa Egitto

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L’organizzazione terroristica Wilayat Sinai, affiliata dell’ISIS, ha attaccato, nella mattina del 12 agosto, forze militari dell’esercito egiziano, causando morti e feriti.

L’offensiva ha interessato, in particolare, una strada internazionale ad Ovest della città di Al-Arish, situata nella regione del Sinai del Nord, nell’Est del Egitto. Secondo quanto rivelato da fonti locali, l’offensiva ha avuto inizio con l’esplosione di un dispositivo, seguito da spari. Successivamente, gli stessi membri dell’esercito sopravvissuti hanno chiamato e diretto le ambulanze verso il luogo dell’attacco, per assistere e trasportare i morti e feriti provocati, di cui non è stato ancora specificato il numero esatto.

L’accaduto giunge il giorno successivo ad attacchi aerei, per mezzo di aerei da guerra egiziani, contro obiettivi sconosciuti nel Sud delle città di Rafah e Sheikh Zuweid, anch’esse situate nella regione del Sinai del Nord. Non sono state riportate vittime umane. Inoltre, nella stessa giornata di domenica 11 agosto, si è verificato un tentato assassinio di un alto funzionario delle forze di sicurezza, in servizio nella medesima regione. Si tratta del generale Tawfiq Hossam, a capo della direzione della sicurezza della regione del Sinai. Questo è stato ferito con armi da fuoco nel corso di un’imboscata e portato immediatamente in ospedale, insieme ad un altro agente, ferito nella stessa occasione. Si pensa che gli assalitori, fuggiti nell’immediato, siano membri dell’organizzazione Wilayat Sinai.

Quest’ultima è un’organizzazione terroristica che trova la sua origine in un ulteriore gruppo, Ansar Bayat al-Maqdis, fautore del raggruppamento di diversi militanti attivi nella regione del Sinai. Nel 2014, Wilayat Sinai ha giurato fedeltà all’ISIS, assumendo il nome attuale. Si stima che il numero dei combattenti oscilli tra i 1.000 ed il 1.500, operanti per lo più in tale regione, ma responsabili di alcuni attacchi anche in altre aree egiziane.

Il Sinai del Nord vive, al momento, in uno stato d’allerta. In seguito ad alcuni episodi verificatisi negli ultimi mesi, e che hanno destato preoccupazione nel Paese, il 22 luglio è stato proclamato lo stato di emergenza ed un coprifuoco in tutta la regione.

Tra gli ultimi eventi, il 18 luglio, un attacco suicida ha colpito un parcheggio a Cheikh Zuweid, provocando la morte 2 persone, di cui un civile. Successivamente, l’ISIS ha rivendicato l’attacco, specificando altresì il nome dell’attentatore, Abu Omar El-Seedy. Il giorno precedente, il 17 luglio, 4 persone sono state uccise da uomini armati sconosciuti nella città di Bir al-Abed, anch’essa situata nella medesima regione.

Il 25 giugno scorso, un gruppo di militanti ha attaccato tre posti di blocco della polizia egiziana, uccidendo almeno 6 agenti e ferendone altri 8. A ciò si aggiunge l’attacco del 5 giugno, rivendicato dall’ISIS, che ha provocato la morte di 8 agenti di polizia, e quello del 6 giugno, in cui 14 terroristi estremisti sono stati uccisi negli scontri con le forze di polizia egiziane nel quartiere di Al Masaaed, situato nella città di Al-Arish, capoluogo del Governatorato.

Le insurrezioni nella regione si sono intensificate dopo la cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, il 3 luglio 2013. Da allora, centinaia di poliziotti e soldati sono stati uccisi negli attacchi dei militanti.

Il Sinai del Nord, zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico, è teatro, da anni, anche di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese.

Tuttavia, sebbene l’esercito egiziano non sia riuscito a frenare l’ondata di attacchi che hanno colpito sia le forze militari sia la polizia egiziana, la sua presenza nella regione ha portato ad un maggiore controllo dell’area, con la conseguente riduzione del numero di attacchi. Le iniziative promosse dal governo egiziano hanno altresì permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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