Libia: autobomba a Benghazi, morte 5 persone tra cui 3 funzionari ONU

Pubblicato il 11 agosto 2019 alle 6:00 in Africa Libia

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Un’autobomba è esplosa nella città libica orientale Bengasi, uccidendo 3 membri dello staff delle Nazioni Unite e altre 2 persone, sabato 10 agosto.

L’esplosione è avvenuta davanti a un centro commerciale e una banca, e almeno un’automobile dello staff dell’ONU ha preso fuoco nella detonazione. Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha condannato l’attacco di sabato. “L’ONU non intende andarsene dalla Libia”, ha annunciato l’assistente segretario generale per le operazioni di pace, Bintou Keita, dinanzi al Consiglio di Sicurezza.

La notizia è stata divulgata dalle Nazioni Unite, i cui membri erano intenti a mediare una tregua a Tripoli, capitale del Governo di Accordo Nazionale (GNA) internazionalmente riconosciuto. La città è attualmente bersaglio delle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), fedeli al generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo parallelo di Tobruk, le quali vi hanno avviato un’offensiva a partire dallo scorso aprile. Nel quadro delle operazioni, le forze dell’LNA non sono ancora riuscite ad avanzare oltre le periferie meridionali di Tripoli. 

Le Nazioni Unite non hanno fornito ulteriori dettagli in merito all’attentato, specificando che solo una parte delle vittime erano funzionari che lavoravano a Bengasi, città libica dove la missione dell’organizzazione internazionale ha recentemente implementato la propria presenza. Il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico, Ahmed Mismari, ha affermato che 2 delle 5 vittime erano guardie in seno alla missione dell’ONU nel Paese nordafricano (UNSMIL). Egli ha altresì aggiunto che 10 persone sono rimaste ferite, tra cui anche bambini,

Più o meno contestualmente all’autobomba esplosa, Haftar ha annunciato con un comunicato la cessazione delle operazioni militari per un arco di 48 ore, durante la festività religiosa musulmana  Eid al-Adha, che è iniziata sabato. Il giorno prima, venerdì 9 agosto, il governo tripolino aveva reso noto di aver già accettato la proposta dell’ONU per un cessate-il-fuoco durante tale festività. Non è però chiaro se i combattimenti nella capitale libica siano effettivamente stati interrotti. La missione UNSMIL sarà responsabile del monitoraggio di ogni eventuale violazione della tregua.

Bengasi, insieme ad ampie porzioni della Libia orientale, è controllata da Haftar e dall’LNA, alleato al governo parallelo che sfida apertamente le autorità tripoline. Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA.

Il 22 luglio, l’esercito di Haftar ha dato inizio alla “fase decisiva e finale” della propria campagna di liberazione della capitale libica, dopo la perdita della città di Gharyan del 27 giugno scorso. In particolare, in un discorso del 24 luglio rivolto alle proprie truppe, il generale Haftar ha dichiarato: “Presto alzeremo lo stendardo della vittoria nel cuore di Tripoli”. L’obiettivo del generale è liberare la capitale da Est verso Ovest.

In tale quadro, l’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salame, ha proposto, il 29 luglio, un nuovo piano che comprende diverse operazioni per ripristinare la pace in Libia e portare le parti in causa in un processo politico. Tra le richieste avanzate, una tregua a partire dal prossimo 10 agosto, giorno dell’Eid al-Adha, ovvero la “festa del sacrificio”, celebrata ogni anno nel mondo islamico ed in cui avviene anche il pellegrinaggio canonico.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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